Daniza

Corri Daniza, scappa via! Porta i tuoi cuccioli lontano dalla crudeltà degli esseri umani, dall'ignoranza di questa specie che ha corrotto il tuo mondo credendo di essere l'unica ad avere il diritto di abitarlo.

Mamma Daniza è un’orsa trasferita nel 2000 dalla Slovenia nei boschi del Trentino, all'interno del progetto Life Ursus, che ora rischia di essere catturata e rinchiusa in un recinto.

A ferragosto, mentre passeggiava nei boschi alpini con i suoi cuccioli, si è improvvisamente trovata davanti un cercatore di funghi, la sua reazione è stata quella che avrebbe avuto qualunque mamma: difendere i suoi piccoli. Ha cercato così di spaventare ed allontare l'intruso, ferendolo lievemente. Ma quello che è stato un gesto naturale, fatto per difendere i suoi cuccioli da una potenziale minaccia, è stato ritenuto dalla Provincia autonoma di Trento un episodio talmente grave da emettere un’ordinanza di cattura e il suo trasloco presso la struttura di San Romedio.

Le reazioni successive sono state le più varie: in molti hanno proposto di sospendere il progetto di reintroduzione della specie sulle montagne trentine, alcuni addirittura chiedevano l'orso venisse abbattuto. Ma quello di Daniza non è stato affatto un comportamento anomalo: la persona è entrata nello spazio vitale di una madre con i suoi piccoli, i quali si sono sentiti minacciati.

Mamma orsa non voleva produrre seri danni (infatti le ferite riportate sono davvero esigue) ma solo spaventare l'uomo e allontanarlo dal suo territorio. Se avesse davvero voluto ucciderlo, non avrebbe avuto certo problemi.

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Illustrazione di Ale Giorgini:http://alegiorgini.com/

Come spiega il famoso etologo Roberto Marchesini in una relazione consegnata al Ministero dell'Ambiente «per considerare “deviante” un comportamento animale deve esserci una aggressione non motivata che avviene al di fuori dell’habitat naturale - si legge nel rapporto - mentre nel caso dell’orsa queste condizioni non si sono verificate. Cercare funghi è ovviamente un’attività che porta l’essere umano a frequentare luoghi silvestri dove è possibile entrare in rapporto con gli animali che vi dimorano sulla base di precise esigenze ecologiche».

Che senso ha pretendere che un animale predatore, tra l'altro reintrodotto per libera scelta dall'uomo, non difenda i suoi cuccioli? Più che rinchiuderla in un recinto, non sarebbe più utile dare informazioni sui comportamenti corretti da tenere quando ci si inoltra nei boschi? Prestando più attenzione nel fare escursionismo, così da evitare che si verifichino situazioni come quelle che hanno portato all’incontro con Daniza.

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«È certo che l’incontro debba aver avuto quel margine di sorpresa che si presta a essere equivocato da una mamma che sente come primo obbligo naturale e istintuale di difendere i propri cuccioli. Un comportamento umano siffatto sarebbe salutato come il più grande gesto di autentica generosità e non si capisce perché lo stesso comportamento debba tradursi nella stigmatizzazione di pericolosità dell’animale in questione». Conclude Roberto Marchesini: «C’è di più: se consideriamo la forza che può mettere un orso in un comportamento di aggressione, e se paragoniamo l’esiguità delle ferite riportate dall’aggredito, non possiamo non dedurre che l’orsa non voleva affatto produrre seri danni ma solo spaventare e allontanare. Ciò depone per un grande equilibrio comportamentale».

In molti però pensano che dietro questa storia ci siano interessi che vanno ben al di là del comportamento dell'orsa. Interessi economici legati all'ampliamento degli impianti sciistici e ricettivi, che vorrebbero la riduzione dell'area del Parco e quindi la riduzione del numero di orsi che lo popolano, trasformando Daniza da simbolo del parco a mostro da abbattere.

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Nelle ultime ore sui social network migliaia di persone hanno iniziato a condividere questo video, usando l’hashtag #iostocondaniza, ponendo la domanda: e se fosse andata in questo modo? È una scena meravigliosa, commovente, tratta dal film “L’orso” di Jean-Jacques Annaud. Guardatela fino in fondo e ne capirete il motivo.

In trentino si susseguono iniziative a sostegno di Daniza: si sono mobilitate non solo associazioni animaliste ed ambientaliste, ma anche cittadini che chiedono la revoca dell'ordinanza di cattura. Le manifestazioni, però, si sono concluse con spintoni, insulti e qualche querela. Intanto, mentre gli esseri umani urlano e si insultano tra loro, mamma orsa, in silenzio, resta a fianco dei suoi cuccioli, lontana dalle trappole e dall'ignoranza degli esseri umani.

Arturo Carlino

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