giostra orso

Erano redditizie cavalle "da corsa", con un unico destino: correre e vincere per il profitto e per il divertimento dell'uomo. Così sono morte. Mentre facevano cio' per cui erano state duramente allenate. Si chiamavano rispettivamente Oracle Force, nata nel 2009, 50 corse in carriera e vincite per 23.579,78 euro, e Golden Storming, nata nel 2008, 39 corse in carriera e vincite per 34.918,00. Sono state abbattute alla Giostra dell'Orso di Pistoia, dopo aver riportato gravi lesioni durante la "manifestazione".

La pioggia, i dubbi se annullare la manifestazione per le condizioni della pista, non hanno fermato il carosello in piazza del Duomo, e così, di nuovo, Pistoia ha aggiunto altre due vittime al suo elenco di cavalli morti.

Al primo cavallo infortunato, Oracle force del Rione del Grifone, il veterinario della commissione Fitetrec- Ante ha constatato la frattura esposta della prima falange, trauma che lo ha indotto ad effettuare al cavallo un'anestesia generale e ad eseguirne la soppressione per motivi compassionevoli.

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Il secondo cavallo, Golden Storming del Rione del Drago (nella foto sopra), ha presentato una frattura epifisaria esposta del radio. La commissione veterinaria, che ha potuto curarsi dell'animale solamente dopo aver terminato le operazioni sul primo cavallo infortunato a causa del mancato arresto della competizione da parte della giuria, ha effettuato anche su questo la soppressione in anestesia generale. Entrambi i corpi dei cavalli sono stati sequestrati e si trovano attualmente conservati in una cella frigorifera a disposizione del magistrato, che potrà disporne l'autopsia.

La LAV annuncia azioni legali, per dare giustizia a queste nuove vittime di una delle tante manifestazioni che ancora si insiste a voler collegare al concetto di cultura, storia e tradizione, ma che invece spesso sono teatro di morte.

"Sporgeremo denuncia e valuteremo tutte le azioni legali possibili affinché vengano accertate le eventuali responsabilità in capo all'organizzazione della Giostra e alle autorizzazioni concesse. Sono troppi i cavalli mandati a morire in questi 'spettacoli' che invece dovrebbero essere aboliti su tutto il territorio nazionale, in quanto retaggio del passato, senza alcuna logica attuale, totalmente anacronistici e in contrasto con il sempre più diffuso sentimento di rispetto degli animali - dichiara Nadia Zurlo, responsabile del settore Equidi LAV – Società civile e istituzioni devono impegnarsi a bandire per sempre queste manifestazioni insanguinate".

Intanto il sindaco Samuele Bertinelli ha richiesto tutte le relazioni tecniche sulla pista, sulle visite ai cavalli e sui trattamenti veterinari eseguiti a seguito dei due infortuni, che ha consegnato all'autorità giudiziaria. E chiede all'intero consiglio comunale e a tutta la sua città di riflettere seriamente sull'accaduto, indicando la necessità di non svolgere nel frattempo l'edizione del prossimo anno.

La Giostra dell'Orso è una manifestazione organizzata dal Comitato cittadino Giostra dell'Orso secondo il disciplinare che ne regola i rapporti con l'Amministrazione. È nata nel 1947, ripresa nel 1975, dopo molti anni di interruzione, e da allora sviluppatasi fino ad oggi, con solo due pause nel 1986 e nel 1991. Quella di quest'anno era la quarantesima edizione.

Ma i gravissimi infortuni occorsi ai due cavalli, si legge in una nota, "hanno mostrato – purtroppo – come le molte, importanti, nuove garanzie introdotte per regolamentare la manifestazione per una maggiore tutela di cavalli e fantini non siano state sufficienti a garantire la sicurezza dei cavalli. Poiché questa Amministrazione ha sempre ribadito che l'elemento prioritario ed imprescindibile per la prosecuzione della Giostra non potesse che essere quello della sicurezza di uomini e animali, il sindaco ritine che non possa mai più essere corsa una Giostra dell'Orso con le modalità finora utilizzate. La manifestazione serale del giorno di San Jacopo dovrà essere radicalmente ripensata e l'Amministrazione si dedicherà subito a questo lavoro, al quale dovrà essere dedicato tutto il tempo necessario".

Cosa possiamo fare ni nel frattempo? Dire no a queste manifestazioni anacronistiche. L'unico modo per tutelare i cavalli è abolire queste barbarie, non siamo più nel medioevo. Anche perché, come spiega Nadia Zurlo, le alternative esistono, come dimostra la divertentissima ed etica "Cursa dei cavai" di Lodi, in cui i cavalli sono giocattoli su ruote.

"Qui i cittadini partecipano attivamente alla festa, e c'è anche la parte per i bambini. E qui, nessuno tornerebbe a casa piangendo perché è morto qualcuno... Sindaci e consiglieri comunali: voi potete fare delle scelte di cui essere fieri, e ne avrete anche dei vantaggi perché eliminerete dai vostri cittadini tutti gli esaltati e gli annessi e connessi tipici delle lotte di contrada", commenta la responsabile Lav.

L'invito, allora, è quello di scrivere al sindaco e ai consiglieri di Pistoia, facendo sentire la voce delle persone civili, che ripugnano questi orribili spettacoli di morte! (Per l'evento su Facebook clicca qui)

Ecco gli indirizzi:

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Roberta Ragni

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