presidio lav

Non importa se farà freddo, se pioverà o nevicherà. Fino al 14 gennaio, la Lav manifesta davanti al Ministero della Salute per tutto l'orario di apertura dei suoi uffici. Lo fa per chiedere al Governo e al Ministro Lorenzin di rispettare l'articolo 13, che era stato approvato per limitare almeno la sperimentazione animale nel nostro Paese.

Proprio ieri i manifestanti hanno ottenuto oggi con i dirigenti del Ministero della Salute, dopo uno scambio di battute con lo stesso Ministro Lorenzin, scesa a parlare con i manifestanti al secondo giorno di presidio realizzato a Roma dalle associazioni animaliste. Le ultime news dal dicastero farebbero ben sperare: il testo dello Schema di Decreto Legislativo sulla sperimentazione animale "non è chiuso", sono possibili modifiche, mentre il termine per l'emanazione della nuova normativa è slittato al prossimo 4 marzo.

L'Associazione, intanto, non esclude ricorsi fino alla Corte Costituzionale se l'articolo 13 della Legge-delega non sarà integralmente rispettato, come richiesto anche dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Sono 900mila gli animali uccisi ogni anno a scopo sperimentale, mentre una ricerca davvero efficace a tutela della salute umana fa fatica ad affermarsi. La sfida dell'innovazione contro un metodo oscurantista come quello della vivisezione e l'effettiva tutela della salute dei cittadini, attendono.

"Tutti i media hanno riportato gli insulti rivolti da presunti "animalisti" nei confronti di Caterina, ma il dibattito è sbilanciato: vengono interpellati soprattutto ricercatori a favore della sperimentazione animale, mentre i pur qualificati pareri contrari all'uso di animali nella ricerca sono ignorati. Marginalizzate anche le testimonianze di malati o invalidi contro la vivisezione, in un clima di tirannia che lascia molta amarezza e rivela poca trasparenza verso i cittadini, indotti a credere che la vivisezione sia un male necessario", spiega Michela Kuan, responsabile LAV Vivisezione.

La realtà è che centinaia di milioni di animali sono uccisi per ottenere fondi, imporre procedure non sicure sull'uomo (ultima cavia), in un processo in cui il malato non è un paziente, ma un cliente, aggiunge l'esperta, che ribadisce come la "libertà di ricerca" di cui si parla con vigore in questi ultimi giorni non sia altro che la volontà di proseguire con i test su animali.

"L'oscurantismo è quello di chi non ha voglia e capacità di innovarsi. I cittadini hanno il diritto di conoscere la verità. Diamo voce a chi non ne ha, ai medici e ricercatori che chiedono una scienza utile senza animali e ai malati che aspettano cure i cui fondi vengono invece sperperati per una ricerca inutile e dannosa", conclude la Kuan.

Roberta Ragni

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