elefante roma

Nessun animale vorrebbe mai trascorrere la propria vita in un circo. E così, alla prima occasione, uno degli elefanti indiani del circo che in questi giorni è di stanza a Roma, ha colto un'opportunità di libertà e ha deciso di allontanarsi dalle gabbie e dai tendoni, procedendo verso la città.

Lo hanno ritrovato nei pressi del mercato di Ponte di Nona, vicino ai banchi della frutta, in uno dei momenti di massima affluenza. L'elefante è stato recuperato con l'intervento della Forestale ed è stato ricondotto al circo. Un lieto fine che lascia però l'amaro in bocca, perché l'elefante non avrà mai la libertà. E perché dopo anni di cattività probabilmente non riuscirebbe a sopravvivere nel proprio habitat naturale.

Una città come Roma non sarebbe di certo adatta ad accoglierla, al di fuori di uno zoo. Occorrono maggiori controlli per evitare che simili episodi si ripetono. L'elefante avrebbe potuto danneggiare se stesso e i passanti. È un miracolo che non sia accaduto nulla di grave e che la vicenda non si sia conclusa in tragedia, come purtroppo spesso accade in casi simili.

La storia dell'elefante in fuga ci ricorda molto da vicino la vicenda della giraffa Alexandre e le sue lacrime. La giraffa era fuggita nel settembre 2012 dal circo Rinaldo Orfei presente in quel periodo a Imola. Dopo aver vagato per le strade della città, la giraffa era stata catturata. Un'agente di Polizia le aveva sparato con un fucile narcotico, addormentandola. Dopo essere stata riportata al circo, Alexandre era morta per un collasso cardio-circolatorio.

La vicenda dell'elefante di Roma ha visto salva la vita dell'animale grazie all'intervento dell'Enpa, che ora chiede controlli preventivi sui circhi, per verificare che tali strutture rispettino tutti i requisiti stabiliti dalla legge per tutelare l'incolumità pubblica e garantire il benessere degli animali detenuti. L'Ente Nazionale Protezione Animali rivolge il proprio appello al Corpo Forestale dello Stato e alle istituzioni locali.

un vero e proprio miracolo se la fuga dell'elefante non ha avuto conseguenze né per l'animale né per le persone che in quel momento affollavano il mercato – dichiara il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri -. Questo episodio ricorda quello della giraffa che l'anno scorso è scappata da una struttura attendata ad Imola, nel Bolognese, ed è stata uccisa poco dopo la fuga".

In quell'occasione l'Enpa avanzò i propri dubbi in merito alla capacità dei circhi di gestire correttamente gli animali. Oggi, purtroppo, la fuga dell'elefante indiano conferma tale posizione. Per questo l'Enpa ritiene fondamentale che, quando viene autorizzato l'attendamento di un circo, siano previsti controlli preventivi e scrupolosi per verificare il rispetto della normativa italiana. È inconcepibile che la vita degli animali e delle persone venga messa a rischio in questo modo.

"Quanto accaduto oggi a Roma è un motivo in più per chiudere una volta per tutte con i circhi che sfruttano altri esseri senzienti – conclude Ferri -. I quali, non appena ne hanno la possibilità fanno di tutto, anche mettere a repentaglio la loro stessa incolumità, pur di sottrarsi ad una condizione di prigionia".

C'è solo un modo per dire basta alla morte di animali innocenti, costretti in cattività per tutta la vita, privi della libertà di seguire i propri istinti: chiudere definitivamente tutti i circhi con animali.

Marta Albè

Fonte foto: roma.repubblica.it

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