Quattro vasche per 10 esemplari, in una struttura realizzata da Renzo Piano. È qui che vivranno d'ora in poi la loro prigionia i delfini dell'acquario di Genova, in un nuovo padiglione costato circa 30 milioni di euro, lungo 94 metri e largo 30, per una superficie di circa 7.000 metri quadrati, che è stato inaugurato lo scorso venerdì, 26 Luglio, alla presenza delle massime autorità regionali e cittadine.

Secondo i promotori dell'ampliamento, la nuova ala sarebbe realizzata con tutte le attenzioni per rispettare gli animali, a partire dal colore blu scuro per proteggere la retina. E per Marco Doria, sindaco di Genova, si tratta di "un tassello della strategia sulla nuova città da costruire, un'idea nata negli anni '90 che punta su più vocazioni tra cui quella turistico-culturale".

In realtà, però, negli acquari, nei parchi acquatici e nei delfinari, per quanta attenzione l'uomo possa impiegare nella tutela degli animali, questi ultimi saranno sempre e comunque costretti a vivere una vita dentro una vasca che li imprigiona. La scusa, solitamente, è quella dell'educazione. Ma cosa mai si può imparare visitando uno di questi luoghi? Davvero possiamo raccontare ai bambini che gli animali reclusi stiano bene e vivano felici, pur sapendo che in realtà sono creature private della loro libertà e ridotte a strumenti per il nostro divertimento? Avete mai guardato uno di questi luoghi con gli occhi di un delfino?

È quello che si chiede l'associazione italiana protezione animali Dog Angels, invitando tutti a ricordare che i delfini sono esseri estremamente intelligenti, che secondo recenti studi sanno persino riconoscere il proprio nome. E non di rado si sono lasciati morire piuttosto che continuare a vivere così, senza dignità e libertà.

"I bambini sono il nostro futuro, la risorsa più preziosa di cui disponiamo. Dal vissuto della loro infanzia, dalle gioie e dai dolori, dalle persone che li circondano e dagli insegnamenti che vengono loro dati, dipende che adulti diventeranno e di conseguenza come sarà il mondo di domani", spiega l'associazione. L'appello, quindi, è quello di non comprare mai un biglietto per uno spettacolo che implichi l'uso di animali.

Roberta Ragni

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