Follie umane. I balenieri islandesi stanno uccidendo balenottere in via di estinzione per spedire le loro carni in Giappone, dove vengono trasformate in lussuoso cibo per cani. È la Michinoku Farm, una società con sede a Tokyo, ad aver messo in commercio pet food "a basso contenuto calorico, basso contenuto di grassi, ricca di proteine", ma a base di cetacei, come recita la descrizione del prodotto sul suo sito web aziendale.

La Michinoku, che pubblicizza anche altre "fantastiche chicche" fatte con carne di cavalli mongoli e canguri, ha tre pacchetti di dimensioni diverse di bocconcini alla balena, con una bustina da 60 grammi venduta a 609 yen (circa 6.28 dollari) o da 500 grammi per 3,780 yen. L'obiettivo è quello di fornire ai giapponesi più ricchi "qualcosa di diverso" come pappa per i loro animali. A lanciare l'allarme è stato il gruppo ambientalista nipponico Ikan, insieme ad altre tre ONG locali.

"La descrizione del prodotto identifica la carne come balenottera di origine islandese. Il suo utilizzo nel cibo per animali suggeriscono che nuovi mercati sono in fase di studio. E se l'Islanda si prepara a cacciare oltre 180 balenottere nel 2013 per questo mercato di esportazione, vogliamo mettere in discussione la logica ambientale ed economica dell'uso carne di una specie in via di estinzione per la fabbricazione di prodotti per cani", spiega una nota delle associazioni ambientaliste.

E l'appello ha colto nel segno: il Presidente di Michinoku, Takuma Konno, ha detto proprio stamattina di aver deciso di ritirare il prodotto, anche se la sua vendita è legale in Giappone. "I cani sono come i membri della famiglia per molte persone in Giappone. Volevamo solo vendere una grande varietà di cibo per cani", ha detto all'agenzia di stampa AFP, aggiungendo: "forse ero ignaro del dibattito sulla caccia alle balene, ma non vale la pena di vendere il prodotto se rischia di far arrabbiare qualcuno".

pet food

Intanto le balene continuano a morire, con il Giappone che le caccia con il sotterfugio della ricerca e l'Islanda che sfida apertamente il divieto internazionale. "Nonostante le minacce aumentino e dal 1986 sia in vigore una moratoria sulla caccia commerciale, la Commissione Baleniera Internazionale (IWC), organismo istituito per tutelare le popolazioni di cetacei, non è ancora stata in grado di fermare le nazioni baleniere", spiega Greenpeace, in riferimento a Norvegia, Islanda e Giappone continuano a cacciare. ma le statistiche parlano chiaro: le balenottere azzurre in Antartide, ad esempio, sono l'1 per cento della popolazione originaria.

Roberta Ragni

- Grindadráp: la caccia alla balena nelle Isole Fær Øer (il video del massacro)

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