Volontari trovano centinaia di mascherine e guanti sulle spiagge: l’epidemia di plastica all’epoca del Covid-19

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È praticamente da inizio pandemia che c’è un nuovo silente e diffusissimo pericolo. Se da un lato siamo riusciti a vietare cotton fioc e cannucce di plastica, dall’altro incombe infatti la nuova frontiera dell’inquinamento: le mascherine e i guanti. Ovunque, in ogni angolo del mondo, sono lì a minacciare la salute del nostro pianeta.

Lo sanno bene alcuni volontari inglesi che nelle ultime settimane hanno trovato una nuova inquietante marea sulle spiagge una volta incontaminate: centinaia di maschere usa e getta, guanti di plastica e altri detriti, tutti generati dal Covid-19.

Emily Stevenson, meglio nota come “The Beach Guardian”, è una biologa marina che trascorre il suo tempo a pulire i litorali della Cornovaglia insieme a suo padre Rob e ai volontari dell’associazione di beneficenza Beach Guardian.

Negli ultimi due mesi, Emily e tutta la squadra hanno raccolto 650 guanti di plastica e 250 mascherine sul breve tratto di costa tra Padstow e Newquay.

Emily Stevenson

©Emily Stevenson

Stiamo trovando in media da cinque a dieci maschere ogni volta che puliamo” – racconta Emily, che sottolinea come oramai i DPI si trovano praticamente ovunque.

Quel che non tutti sanno è che molte maschere hanno strati sottili di plastica, inclusi polipropilene, polietilene e vinile non riciclabili. Anche se smaltiti correttamente, finiranno in discarica o verranno inceneriti, rilasciando fumi tossici.

E non solo: lasciati nell’oceano, impiegheranno circa 450 anni per degradarsi. E quando una maschera viene lasciata cadere a terra o fatta saltare dal finestrino di una macchina, può facilmente trovare la sua strada verso il mare. In più, la plastica generata dal Covid può essere facilmente inghiottita dalle creature marine, può riempire lo stomaco, riducendo la sensazione di fame e indebolendo l’animale, con una morte lenta e dolorosa.

Pezzi di grandi dimensioni possono bloccare l’intestino, mentre pezzi più piccoli possono essere dispersi quando vengono espulsi, mettendo a rischio ancora più animali. Le cinghie elastiche che fissano le maschere usa e getta sono particolarmente pericolose per la fauna selvatica, che può facilmente impigliarsi negli anelli.

Anche quando il virus alla fine sarà contenuto, sembra che gli effetti del Covid-19 saranno con noi per le generazioni a venire. Le cose peggioreranno con il protrarsi della pandemia, a meno che le persone non inizino ad assumersi la responsabilità dei propri rifiuti.

Fonte: Beach Guardian

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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