L’uragano Sandy mette in ginocchio NY. Si teme anche per la centrale nucleare di Oyster Creek

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L’uragano Sandy non ha ancora attenuato la sua intensità. Tra ieri e oggi la costa orientale degli Stati Unti è stata devastata dalla sua forza dirompente e distruttiva. New York è in ginocchio. Sono già 16 le vittime accertate. E Obama ha dichiarato lo stato di grave emergenza.

Ieri il National Hurricane Center (NHC) ha osservato che il centro dell’uragano si trovava a circa 260 miglia (415 km) a sud-est di New York City, e 205 miglia (330 km) a sud-est di Atlantic City. Ma l’uragano si è poi spostato verso nord-ovest con un’intensità ancora maggiore. Secondo l’NHC Sandy potrebbe aver perso le sue caratteristiche di ciclone tropicale e può essersi trasformato in un ciclone invernale.

La differenza principale è l’energia sorgente. I cicloni tropicali estraggono il calore dal mare e crescono rilasciando il calore nell’atmosfera vicino al centro della tempesta. I cicloni invernali invece guadagnano la maggior parte della loro energia dai contrasti di temperatura nell’atmosfera, e questa energia viene solitamente distribuita su grandi aree. A causa di queste differenze, i cicloni tropicali tendono ad avere campi di vento più compatti, sono più simmetrici, e hanno un nucleo ben definito. I secondi, più complessi, hanno al loro interno forti contrasti di temperatura e fronti ad essi collegati, con un’area di influenza più ampia sia per i venti che per la pioggia o la neve.

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Sandy sta martoriando la regione medio-atlantica da ieri. Le sue raffiche potenti e le onde anomale hanno provocato numerosi allagamenti nelle comunità costiere, abbattendo alberi e linee elettriche e lasciando più di cinque milioni di persone, tra cui gran parte di Manhattan. Nella regione di New York sono stati l7 i morti accertati legati alla tempesta. Questa mattina a New York un ospedale, il City Medical Center, è stato evacuato a causa di un blackout alle linee elettriche e i pazienti sono stati trasferiti in altre strutture. Ma i guai non sono ancora finiti.

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Agli innumerevoli disagi si è aggiunto anche il rischio legato al nucleare. La Exelon Corp, ha diramato un’allerta per il suo impianto di Oyster Creek nel New Jersey. L’alert, è stato diramato dopo che l’aumento dei livelli dell’acqua nei pressi dell’impianto aveva messo a rischio il funzionamento della centrale. Si tratta del secondo avviso più basso dei quattro livelli d’azione dell’NRC che è arrivata dopo che i livelli d’acqua della centrale erano aumentati di oltre 6,5 metri, con potenziali ripercussioni sulle pompe che fanno circolare l’acqua attraverso l’impianto, come ha riferito un portavoce dell’NRC nella serata di ieri.

La Nuclear Regulatory Commission avrebbe però avvisato la società che gestisce l’impianto che un ulteriore aumento dell’acqua potrebbe costringere il più antico impianto del paese ad utilizzare l’acqua di emergenza per raffreddare le barre di combustibile di uranio esaurito. Al momento, però, la situazione sarebbe sotto controllo e l’intervento di vigili del fuoco ed esperti ha finora scongiurato il rischio contaminazioni.

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Anche la Nasa si è mobilitata con i suoi satelliti per controllare dall’alto la situazione. Secondo l’agenzia spaziale americana, CloudSat ha osservato il passaggio dell’uragano Sandy e il suo radar ha scrutato a fondo la tempesta, anche grazie alla collaborazione del satellite Aqua che ha fornito una visione a infrarossi delle cime delle nubi. Secondo gli scienziati gli Usa non sono ancora fuori pericolo.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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