L’uomo di Neanderthal si è estinto a causa di un’inversione dei poli magnetici. Lo studio

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Potrebbe essere considerato un punto di svolta nella storia della Terra, 42.000 anni fa. Un’inversione dei poli magnetici avrebbe innescato una serie di eventi, tempeste elettriche, aurore boreali e radiazioni cosmiche che avrebbero portato anche all’estinzione dell’uomo di Neanderthal.

La nostra vita, la nostra stessa sopravvivenza dipendono dal cielo più di quanto immaginiamo. E a fornire nuove prove è un nuovo studio, condotto dagli scienziati australiani dell’University of new South Wales. Secondo l’autorevole ricerca, pubblicata su Science, un drammatico cambiamento paleoclimatico, caratterizzato da aurore boreali diffuse, potrebbe aiutare a spiegare altri misteri evolutivi, come l’estinzione dei Neanderthal.

Un’ipotesi al vaglio da tempo ma che ora trova nuove conferme. Secondo lo studio, la “rottura” temporanea del campo magnetico terrestre 42.000 anni fa potrebbe aver innescato importanti cambiamenti climatici che hanno favorito cambiamenti ambientali globali ed estinzioni di massa. Un vero e proprio punto di svolta che gli autori hanno soprannominato “Adams Transitional Geomagnetic Event”, o “Adams Event” , un tributo allo scrittore di fantascienza Douglas Adams, che ha scritto la Guida Galattica per gli autostoppisti.

Cos’è accaduto 42mila anni fa? 

Secondo i ricercatori c’è stata un’inversione temporanea dei poli, nota come escursione di Laschamps, che è durata circa 1.000 anni.

Il polo nord magnetico, ossia la direzione verso cui punta l’ago della bussola, non ha una posizione fissa. Di solito oscilla vicino al Polo Nord (il punto più settentrionale dell’asse terrestre) nel tempo a causa di movimenti dinamici all’interno del nucleo terrestre, proprio come il polo sud magnetico. A volte, per ragioni che non sono chiare, i movimenti dei poli magnetici possono essere più drastici. Circa 41.000-42.000 anni fa si invertirono completamente.

Fino ad ora, la ricerca scientifica si è concentrata sui cambiamenti avvenuti mentre i poli magnetici erano invertiti, quando il campo magnetico si era indebolito fino a circa il 28% della sua forza attuale. Ma secondo i risultati del team, la parte più drammatica è avvenuta nel periodo precedente all’inversione, quando i poli stavano migrando attraverso la Terra.

“Il campo magnetico terrestre è sceso a solo lo 0-6% di intensità durante l’evento Adams”, afferma il prof. Turney. “Essenzialmente non avevamo alcun campo magnetico – il nostro scudo contro le radiazioni cosmiche era completamente sparito.”

Lo rivelano gli alberi

Questi risultati arrivano due anni dopo che un albero kauri antico particolarmente importante è stato scoperto a Ngāwhā, nel Northland. Il massiccio albero – con un tronco che si estende per oltre due metri e mezzo – era vivo durante l’evento di Laschamps. Utilizzando gli alberi secolari gli scienziati sono riusciti a misurare e datare il picco dei livelli di radiocarbonio atmosferico causato dal collasso del campo magnetico terrestre. In questo modo, analizzando gli anelli, sono stati in grado di creare una scala temporale dettagliata e di mostrare come l’atmosfera terrestre sia cambiata in questo period.

“Per la prima volta in assoluto, siamo stati in grado di datare con precisione i tempi e gli impatti ambientali dell’ultima inversione del polo magnetico”, ha detto Chris Turney, co-autore principale dello studio. “I risultati sono stati resi possibili grazie agli antichi alberi kauri della Nuova Zelanda, che si sono conservati nei sedimenti per oltre 40.000 anni.

“Gli alberi kauri sono come la stele di Rosetta e coaiutano a legare insieme i record dei cambiamenti ambientali nelle grotte, carote di ghiaccio e torbiere in tutto il mondo”, ha spiegato il professor Alan Cooper, ricercatore onorario del South Australian Museum.

I ricercatori hanno confrontato la scala temporale appena creata con i record dei siti in tutto il Pacifico e l’hanno utilizzata nella modellazione climatica globale, scoprendo che la crescita delle calotte glaciali e dei ghiacciai nel Nord America e i grandi cambiamenti nelle principali cinture eoliche e nei sistemi di tempeste tropicali potrebbero essere ricondotti all’evento di Adams. Uno dei loro primi indizi fu che la megafauna in tutta l’Australia continentale e la Tasmania subì estinzioni simultanee 42.000 anni fa.

L’estinzione dei Neanderthal 

Ma non solo. Secondo lo studio, l’evento di Adams potrebbe spiegare molti altri misteri evolutivi, come l’estinzione dell’uomo di Neanderthal e l’improvvisa comparsa diffusa di arte figurativa nelle caverne di tutto il mondo.

“È la scoperta più sorprendente e importante in cui sia mai stato coinvolto”, afferma il Prof. Cooper.

L’indebolimento del campo magnetico ha fatto sì che le radiazioni provenienti dal sole e i raggi cosmici potrebbero aver investito la Terra, mentre era priva del suo scudo protettivo.

“La radiazione non filtrata dallo spazio ha lacerato le particelle d’aria nell’atmosfera terrestre, separando gli elettroni ed emettendo luce – un processo chiamato ionizzazione”, afferma il prof. Turney. “L’aria ionizzata ha” fritto “lo strato di ozono, innescando un’ondata di cambiamento climatico in tutto il mondo.”

Dalle aurore alle tempeste di fulmini, il cielo avrebbe dato spettacolo durante l’evento di Adams

Una delle ultime cose che gli uomini di Neanderthal potrebbero aver visto è stato un cielo denso di aurore polari, sia boreali che australi. Esse sono causate dai venti solari che colpiscono l’atmosfera terrestre e solitamente si possono ammirare nelle zone più a ridosso dei Poli. All’epoca, invece potrebbero essere apparse ovunque.

I ricercatori teorizzano che i drammatici cambiamenti ambientali potrebbero aver indotto i primi esseri umani a cercare riparo. Questo potrebbe spiegare l‘improvvisa comparsa dell’arte rupestre in tutto il mondo circa 42.000 anni fa.

“Riteniamo che il forte aumento dei livelli di UV, in particolare durante i brillamenti solari, avrebbe reso improvvisamente ke grotte rifugi molto preziosi”, afferma il prof. Cooper. “Le incredibili immagini create nelle grotte durante questo periodo sono state preservate, mentre altre opere d’arte in aree aperte da allora sono state erose, facendo sembrare che l’arte sia iniziata improvvisamente 42.000 anni fa.”

Anche oggi i poli magnetici si stanno muovemdno abbastanza velocemente.

“Questa velocità – insieme all’indebolimento del campo magnetico terrestre di circa il 9% negli ultimi 170 anni – potrebbe indicare un’imminente inversione”, aggiunge il prof. Cooper. “Se un evento simile accadesse oggi, le conseguenze sarebbero enormi per la società moderna. La radiazione cosmica in arrivo distruggerebbe le nostre reti elettriche e le reti satellitari “.

Speriamo che non accada.

Fonti di riferimento: Università del Nuovo Galles del Sud, Science

 

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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