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Ancora trivelle! Via libera del ministero della Transizione Ecologica a 10 progetti con più di 20 nuovi pozzi

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Dobbiamo lavorare su una transizione ecologica e invece siamo qui a parlare ancora di trivelle. Il ministero della Transizione Ecologica ha infatti dato il via libera a 10 progetti di sfruttamento di giacimenti di petrolio e metano, a terra e in mare, che vanno dal Veneto alla Sicilia, passando per l’Emilia e l’Abruzzo.  All’interno di questi progetti è stato dato l’ok anche alla perforazione di oltre 20 nuovi pozzi.

Nel corso delle ultime settimane, Roberto Cingolani, ministro della Transizione Ecologica, ha apposto la sua firma su alcuni decreti di Valutazione di impatto ambientale (Via) che riguardano i rinnovi di concessioni, progetti di messa in produzione di pozzi e di perforazione, sia su piattaforma che a terra.

I permessi non ricadono nella moratoria prorogata fino al 30 settembre (data entro cui dovrà essere approvato il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee). Si tratta infatti di rinnovi o nuovi progetti all’interno di concessioni già esistenti. 

Ma ci si aspetterebbe comunque scelte ben diverse da un ministero della “transizione ecologica”.

I nuovi via libera 

Ad ottenere il via libera ambientale c’è il giacimento Calipso dell’Eni al largo di Ancona e sempre dell’Eni, il giacimento Donata al largo di San Benedetto del Tronto e Alba Adriatica. Nelle Marche l’Eni perforerà quattro pozzi e la stessa possibilità avrà la compagnia Po Valley che sfrutterà il giacimento Teodorico al largo di Comacchio e del delta del Po e perforerà due nuovi pozzi.

Sull’Appennino Modenese la compagnia Siam ha ottenuto il rinnovo delle concessioni del giacimento Vetta (dove perforerà tre pozzi) ma anche del giacimento Barigazzo.

La compagnia Po Valley potrà invece estrarre metano dal giacimento Selva Malvezzi, nella bassa pianura bolognese.  

Per quanto riguarda la Sicilia, via libera all’Eni per perforare il giacimento di metano Lince a largo di Licata e Gela e anche per sei nuovi pozzi nei giacimenti Argo e Cassiopea, oltre che altri due pozzi esplorativi.

Ma queste sono solo alcune delle concessioni prorogate, potete vederle tutte nel Bollettino Ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse.

La reazione delle associazioni ambientaliste

Immediata la reazione delle principali associazioni ambientaliste: GreenPeace Italia, Legambiente e WWF che in un comunicato sottolineano come:

“il problema sia a monte, come più volte evidenziato dalle associazioni ambientaliste nel passato, e non a valle di procedimenti tecnici come la Via. Manca infatti in Italia una legge analoga a quelle approvate in Francia e, recentemente, in Danimarca (uno dei maggiori produttori di petrolio della Ue) che stabilisca un chiaro termine ultimo di validità delle concessioni di coltivazioni in essere e che preveda, di conseguenza, un fermo di tutte le attività ad esse correlate oltre che un fermo delle autorizzazioni per nuove attività di ricerca e prospezione degli idrocarburi. Queste nuove autorizzazioni non vanno proprio bene seppur riferite a procedimenti in corso da anni», affermano le tre associazioni”

Dove è la transizione ecologica tanto sperata? Quando si fermeranno queste attività che deturpano il mare e la terra?

Fonti: Il Sole 24 ore / GreenPeace

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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