Terremoto in Sardegna: la terra trema (anche in una regione “poco sismica”)

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La terra trema in Sardegna. Alle 00.46 ora italiana si è verificata una scossa di magnitudo 3.5 al largo delle coste di Olbia. Per fortuna non ci sono stati danni ma il terremoto è stato chiaramente avvertito dalla popolazione.

Il terremoto di oggi si è verificato all’altezza di Budoni. Secondo i dati forniti dall’Ingv, l’epicentro era in mare a una profondità di 23 chilometri. La scossa è stata avvertita fino a Sassari e Alghero ma non ci sono stati danni né feriti.

Nonostante la Sardegna venga considerata erroneamente una regione non sismica, nel corso delle ultime settimane ha sperimentato più di una scossa. Stando ai dati dell’Ingv, l’ultima si è verificata il 27 gennaio al largo di Corsica e Sardegna ma la rete strumentale del RéNaSS, uno dei componenti del Servizio Nazionale francese di osservazione Sismologica, ha segnalato un altro terremoto alle 13:16 del 30 gennaio a 109 km da Sassari a una profondità di 10 km con una magnitudine di 2.6 sulla scala Richter.

Ciò riaccende il dibattito sulla sismicità della Sardegna, per decenni ritenuta non sismica e per questo ritenuta sicura e addirittura adatta ad accogliere il deposito nazionale di scorie nucleari. Così non è, come ha spiegato l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia:

“Nonostante il ripetersi di questi episodi, la convinzione che la Sardegna sia “non sismica” – o addirittura “antisismica” come riporta maldestramente un articolo a commento del terremoto del 26 aprile 2000 – è radicata profondamente e continuamente rilanciata dai media” spiega l’Ingv secondo cui a ricordare che la Sardegna non è una terra “asismica”, è addirittura un’iscrizione graffita su una parete della sagrestia della Cattedrale di Cagliari riferendosi a un sisma del 1616.

Un’iscrizione “lì da quattrocento anni a impedire, pervicacemente, un processo di rimozione del tutto naturale, ma che può essere molto rischioso per una comunità che deve imparare a fare i conti anche con questo rischio”.

Nonostante questi terremoti fossero noti, il numero ridotto nel tempo ha fatto sì che le stime di pericolosità mostrassero valori molto bassi. Inoltre, dal 2003 la Sardegna è classificata in zona 4 (a pericolosità sismica moderata) e dal 2015 è stata inserita nella campagna di comunicazione Io Non Rischio Terremoto, per informare la popolazione su cosa fare in caso di sisma.

Lo studio dell’evoluzione cinematica del Mar Mediterraneo ha evidenziato che la Sardegna è stabile da circa 7 milioni di anni e i maggiori episodi sismici sull’isola sono spesso dovuti a piccole faglie che si trovano nelle vicinanze del cosiddetto blocco sardo-corso, episodi che non hanno mai arrecato danni e non hanno mai superato magnitudo 5.0. Ciò non significa che in Sardegna non si possano verificare.

Di certo non è un posto totalmente sicuro. Gli stessi cittadini sardi si sono opposti in massa per evitare che il deposito di scorie nucleari potesse trovare posto nella loro regione. Al referendum del 2011, il 97% della popolazione si è detto contrario. Un vero e proprio plebiscito.

Fonti di riferimento: Ingv, Ingv terremoti

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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