Nucleare: la Svizzera va al referendum per anticipare l’addio al 2029

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L’addio della Svizzera al nucleare è ancora più vicino. L’iniziativa per eliminare gradualmente l’uso dell’energia nucleare nel paese entro il 2029 si è assicurata il sostegno sufficiente per un referendum nazionale.

La Cancelleria federale infatti ha dichiarato il 17 gennaio che l’iniziativa popolare è “formalmente riuscita“, avevando convalidato 107.533 delle 108.227 firme presentate a novembre da una petizione che chiedeva alla Svizzera di spegnere progressivamente le centrali nucleari attive nel paese. Erano necessarie oltre 100.000 firme per richiedere un referendum. Missione compiuta. Resta adesso da decidere la data del voto, che non è stata ancora annunciata.

Il governo federale svizzero aveva già deciso di eliminare gradualmente l’energia nucleare, che attualmente genera il 40% dell’elettricità del paese, non sostituendo i cinque reattori esistenti con altri una volta raggiunta la fine della loro vita. Questo piano avrebbe visto la chiusura di tutte le centrali nucleari svizzere entro il 2034. Tuttavia non vi è attualmente alcuna legislazione ufficiale in vigore.

Da qui l’iniziativa popolare volta a mettere nero su bianco la svolta anti-atomo del paese. Presentata da un’alleanza di associazioni ambientaliste, di partiti politici e organizzazioni anti-nucleari ha inoltre cercato di imporre un limite di legge di 45 anni sulla vita delle centrali nucleari in esercizio, nonché il divieto di nuova costruzione.

A conti fatti, ciò significherebbe l’abbandono del nucleare in Svizzera nel 2029, anticipando così di 5 anni i piani del governo.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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