Via libera alla tecnologia CCS, che consente lo stoccaggio della C02

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La tecnologia CCS – Carbon Capture Sequestration – che permette di catturare e stoccare la CO2 presenti nell’atmosfera, e ridurre così la concentrazione delle emissioni, verrà adottata anche in Italia. Il consiglio dei ministri ha infatti varato un decreto legislativo che recepisce la e trasforma in legge le procedure e le tutele per trasportare i CO2 in luoghi adatti alla conservazione.

In questo modo (considerato anche il via libera alla riconversione della centrale Enel di Porto Tolle, da cui fuoriusciranno grandi quantità di gas serra) sarà possibile contenere l’inquinamento atmosferico.
Non a caso, il primo sito individuato per lo stoccaggio è proprio a Porto Tolle, vicino alla centrale.

L’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legislativo sulla cattura e lo stoccaggio della Co2– ha detto in un comunicato il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo – rappresenta una base normativa essenziale per consentire lo sviluppo in Italia di questa tecnologia per l’ambiente.
La tecnologia CCS (Carbon Capture Sequestration) consentirà di evitare di immettere nell’atmosfera ingenti quantità di gas serra prodotte da impianti alimentati da combustibili fossili, stoccando la Co2 in giacimenti geologici. Tali impianti – ha continuato il ministro – consentiranno inoltre di agevolare il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati per il nostro paese dai trattati internazionali. In Italia è stato già avviato un progetto che prevede la creazione di un primo impianto a Porto Tolle finanziato nell’ambito dei programmi europei per l’energia, dopo la sperimentazione effettuata positivamente nella centrale Enel di Brindisi
”.

Ma per quanto riguarda le energie alternative?
In soli due mesi – ha tenuto ad aggiungere il ministro Romani – sono entrati in esercizio oltre 600 megawatt di energia prodotta da fotovoltaico, portando il nostro Paese ad avere una forte leadership nel comparto. Ad oggi infatti sono attivi oltre 250.000 impianti fotovoltaici per più di 8.500 megawatt installati. Adesso – ha aggiunto il ministro – dobbiamo proseguire con la strada intrapresa e con la decisione di adeguare il nostro meccanismo di incentivi con quello degli altri Paesi europei, prendendo come modello di riferimento quello tedesco. Tutto questo all’interno di una strategia energetica che verrà delineata in autunno quando convocheremo la Conferenzanazionale sull’energia”.

Sembra un grande passo in avanti, ma le parole del ministro saranno ancora valide con la prossima finanziaria?

Verdiana Amorosi

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