Spargere polvere di roccia sui terreni potrebbe assorbire 2 miliardi di tonnellate di Co2 all’anno

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Cospargere i campi coltivati di polvere di roccia potrebbe assorbire fino a 2 miliardi di tonnellate di CO2 dall’atmosfera all’anno contribuendo a mitigare i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale.

Tante sono le soluzioni al vaglio degli scienziati di tutto il mondo per contenere l’aumento globale delle temperature. Anche se è chiaro che ridurre l’uso delle fossili e della produzione di emissioni rimane la soluzione più efficace, i ricercatori stanno cercando anche di “ripulire” l’aria dai veleni prodotti dall’uomo.

A fornire una nuova soluzione è stato un team di ricerca dell’Università di Sheffield secondo cui l’aggiunta di polvere di roccia frantumata ai terreni agricoli potrebbe assorbire dall’aria fino a 2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO2) all’anno, la stessa quantità di emissioni prodotte complessivamente da trasporto aereo e marittimo o circa la metà delle emissioni totali dell’Europa.

La tecnica, nota come ERW, prevede la diffusione di basalto finemente tritato, una roccia vulcanica naturale, sui campi per aumentare la capacità del suolo di estrarre CO2 dall’aria.

Nella prima valutazione nazione per nazione, pubblicata su Nature, gli scienziati hanno dimostrato il potenziale del metodo di riduzione delle emissioni di carbonio da parte delle principali economie e hanno identificato i costi e le sfide ingegneristiche per contribuire a raggiungere gli obiettivi globali di rimozione della CO2.

In Cina, India e Usa i risultati migliori

Secondo gli scienziati britannici, sarebbero proprio i paesi più inquinanti come Cina, India e Stati Uniti a trarre i massimi benefici, avendo il più grande potenziale per rimuovere la CO2 dall’atmosfera con questo metodo.

Lo studio ha dimostrato che la Cina, gli Stati Uniti e l’India – i più alti emettitori di CO2 da combustibili fossili – hanno il più alto potenziale di assorbimento di CO2 usando polvere di roccia sui terreni coltivati. Insieme, i tre paesi hanno il potenziale per rimuovere circa 1 miliardo di tonnellate di CO2 dall’atmosfera, a un costo paragonabile a quello di altre strategie di rimozione del biossido di carbonio proposte (80-180 dollari Usa per tonnellata di CO2).

L’Indonesia e il Brasile, le cui emissioni di CO2 sono 10-20 volte inferiori rispetto agli Stati Uniti e alla Cina, hanno anche un potenziale elevato di rimozione di CO2 grazie alle loro vaste terre agricole.

Usare materiali di scarto

Secondo gli autori dello studio, per soddisfare la domanda di polvere di roccia su larga scala si potrebbero usare gli scarti di roccia di silicato lasciati dall’industria mineraria e dall’industria delle costruzioni  e chiedono ai governi di sviluppare inventari nazionali di questi materiali.

I sottoprodotti a base di silicato ricchi di calcio della produzione di ferro e acciaio, nonché i rifiuti di cemento da costruzione e demolizione, potrebbero essere lavorati e utilizzati in questo modo, migliorando la sostenibilità di queste industrie. Questi materiali vengono generalmente riciclati come aggregati di basso valore, stoccati nei siti di produzione o smaltiti in discarica. La Cina e l’India potrebbero fornire la polvere di roccia necessaria per il prelievo di CO2 su larga scala con i loro campi coltivati ​​utilizzando materiali interamente riciclati.

Il professor David Beerling, direttore del Centro Leverhulme per la mitigazione dei cambiamenti climatici presso l’Università di Sheffield e autore principale dello studio, ha spiegato:

“Le strategie di riduzione dell’anidride carbonica che possono favorire e essere compatibili con gli attuali usi del suolo sono urgentemente necessarie per combattere il cambiamento climatico, accanto a tagli alle emissioni profondi e sostenuti. Diffondere polvere di roccia su terreni agricoli è un approccio pratico e diretto alla riduzione delle emissioni di CO2 con il potenziale per aumentare la salute del suolo e la produzione alimentare”.

La tecnica sarebbe semplice da attuare anche per gli agricoltori, che già tendono ad aggiungere calce agricola ai loro terreni.

Steven Banwart, partner dello studio e direttore del Global Food and Environment Institute, ha aggiunto:

“La pratica di diffondere roccia frantumata per migliorare il pH del suolo è all’ordine del giorno in molte aree agricole di tutto il mondo. La tecnologia e l’infrastruttura esistono già per adattare queste pratiche all’uso della polvere di roccia basaltica. Ciò offre una transizione potenzialmente rapida nelle pratiche agricole per aiutare a catturare CO2 su larga scala. “

Fonti di riferimento: Nature, Sheffield University

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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