Sole senza macchie per 271 giorni: il record che non si registrava dal 1913

2019 senza macchie solari, o quasi: la nostra stella ne è stata priva per 271 giorni di cui 34 consecutivi. Non accadeva dal 1913. Le conseguenze possono essere varie, alcune delle quali imprevedibili al momento.

L’attività solare viene misurata proprio con il numero di macchie che compaiono in maniera ciclica e più o meno intensa sulla superficie della nostra stella. In particolare più macchie sono presenti, più il Sole è “attivo”, emettendo di conseguenza più energia. Analogamente poche macchie significa attività al minimo.

Che fossimo in una fase di minimo, comunque, era noto: si sa da tempo che il 2020 registrerà un picco in negativo  perché i cicli solari (1 ciclo è il tempo che intercorre tra un minimo e un massimo) durano mediamente 11 anni, anche se non in modo regolarissimo, e il 2020 era noto coincidesse proprio con il minimo di uno di questi. Ed era già stato segnalato inoltre un intero mese, lo scorso febbraio, come totalmente privo di macchie.

ciclo solare minimo 2020

Foto: Solar Cycle 25 Forecast update, NOAA/NASA

Ma che significa un Sole senza macchie, quindi con bassa attività?

Quello che soffia ora dal Solespiega ad Ansa Mauro Messerotti, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) – è un vento molto lento e meno denso, che non blocca le radiazioni di raggi cosmici di energia più bassa”.

Questa situazione può avere diversi effetti, alcuni paradossali: attività al minimo non significa infatti “tranquillità”, perché la presenza di estese regioni a bassa emissività (chiamate buchi coronali) comporta la formazione di flussi veloci di vento solare in grado di originare tempeste geomagnetiche, con possibili conseguenze sui sistemi tecnologici (es. sistemi di navigazione GPS), ma anche la possibilità di osservare le famigerate e spettacolari aurore boreali.

E non tutti i cicli hanno la stessa intensità al massimo: come era stato evidenziato la scorsa estate dagli scienziati del NOAA, il nuovo ciclo solare sarà infatti il più debole degli ultimi 200 anni. Il prossimo picco, in particolare, atteso a luglio 2025, conferma un trend di “minimo nel massimo”. Che potrebbe anche essere un bene per il Pianeta: bassa attività solare significa infatti anche mitigazione climatica e meno problemi ai sistemi elettrici terrestri.

La Natura corre ai ripari?

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Cover: Solar Dynamics Observatory, NASA

Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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