I sismometri della centrale nucleare di Fukushima erano guasti durante l’ultimo terremoto

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I sismometri dell’Unità 3 di uno dei reattori di Fukushima erano fuori uso, quando un terremoto di magnitudo 7,3 ha colpito il Giappone nord-orientale il 13 febbraio scorso.  Lo hanno ammesso i responsabili della Tepco, l’0peratore della centrale giapponese, sollevando nuovi timori per la sicurezza, a quasi dieci anni dal terribile disastro del 2011.

Una terribile mancanza che rivela come, nonostante siano passati tutti questi anni, l’azienda non abbia migliorato gli standard di sicurezza.

Sono passati quasi 10 anni da quanto il terremoto e lo tsunami che colpirono il Giappone diedero vita a uno dei disastri nucleari peggiori di sempre, paragonabile a quello di Chernobyl. Ma non è finita. Da allora, sono state numerose le scosse nella zona, notoriamente a rischio sismico.

Le ultime si sono verificate tra il 12 e il 14 febbraio, esattamente nella stessa area. E proprio in quel momento i sismometri erano fermi, come confermato durante una riunione dell’Autorità per la regolamentazione nucleare, per fare il punto sui nuovi danni all’impianto derivanti dal recente terremoto di magnitudo 7.3 . Il 19 febbraio la Tokyo Electric Power Co (TEPCO) ha riferito una discesa anomala del livello dell’acqua di raffreddamento.

L’operatore, Tokyo Electric Power Co., è stato ripetutamente criticato per insabbiamenti e divulgazione ritardata dei problemi dell’impianto. Per questo, le autorità giapponesi tengono gli occhi puntati sulla società. I funzionari del Governo, infatti, durante la riunione che si è svolta nei giorni scorsi hanno chiesto a TEPCO perché non disponesse dei dati sismologici dal reattore dell’Unità 3. Da lì l’ammissione del guasto a entrambi i sismometri. Ma non solo. I dispositivi erano guasti – uno da luglio e l’altro da ottobre – e non erano mai stati riparati.

La TEPCO ha anche spiegato che tutti i sismometri tranne due degli edifici del reattore sopravvissuti al disastro del 2011 erano stati sommersi dall’acqua dello tsunami e non sono mai stati sostituiti.

Paura per il calo dei livelli delle acque

Oltre ai sismometri non funzionanti, i funzionari del Governo hanno detto di essere preoccupati per il calo dei livelli dell’acqua e della pressione nelle camere di contenimento primarie dell’Unità 1 e 3. Si teme infatti che il recente terremoto possa aver ampliato i danni esistenti o aperto nuovi percorsi di fuoriuscita. Per questo hanno invitato Tepco a effettuare altri controlli e a monitorare eventuali aumenti dei livelli di radiazione nelle falde acquifere circostanti.

Fukushima Daiichi in fase di dismissione

La centrale nucleare di Fukushima, dopo lo spaventoso tsunami dell’11 marzo 2011, è in fase di disattivazione ma si tratta di operazioni tutt’altro che semplici. Si teme soprattutto per lo sversamento di 900 enormi serbatoi di acqua radioattiva nel Pacifico. A ciò si aggiungerebbero gli eventuali danni provocati dal nuovo sisma. Danni che potrebbero complicare ulteriormente il già difficile processo di disattivazione dell’impianto e aumentare le grandi quantità di acqua contaminata immagazzinata nei serbatoi.

Dal disastro del 2011, l’acqua di raffreddamento è costantemente fuoriuscita dai vasi di contenimento primari danneggiati negli scantinati degli edifici del reattore e delle turbine, dove il volume aumenta con la penetrazione delle acque sotterranee. L’acqua viene pompata e trattata, quindi parte di essa viene riutilizzata per il raffreddamento, mentre il resto è immagazzinato nei serbatoi.

TEPCO inizialmente ha riferito che non c’erano anomalie nell’impianto dopo il terremoto del 13 febbraio ma qualche giorno dopo ha detto che circa 20 serbatoi erano leggermente scivolati a causa del terremoto, un contenitore di stoccaggio che trasportava rifiuti radioattivi si era inclinato e la pavimentazione dell’impianto era rotta.

Una situazione decisamente poco rassicurante, che ancora una volta solleva dubbi sulla sicurezza del nucleare e in particolare sulla situazione di Fukushima.

Fonti di riferimento: ApNews, ChannelNewAsia

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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