Si sono già sciolte 28 trilioni di tonnellate di ghiaccio. Peggio dello scenario più temibile

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Dal 1994 al 2017 abbiamo perso oltre 28 trilioni di tonnellate ghiaccio e ciò ha avuto gravi ripercussioni sull’innalzamento del livello del mare. Secondo un nuovo studio condotto dagli scienziati dell’Università di Leeds, il ghiaccio perso da Groenlandia e Antartide, i cui tassi di scioglimento sono in rapido aumento, hanno portato a un innalzamento del livello globale del mare di 1,8 cm dagli anni ’90 e corrispondono agli scenari di riscaldamento climatico peggiori ipotizzati fino ad ora.

Gli scienziati di tutto il mondo da tempo studiano l’impatto dei cambiamenti climatici delineando gli scenari futuri. E purtroppo la realtà è ancora meno rosea rispetto anche alle peggiori ipotesi.

Gli scenari peggiori sono quelli previsti dall’Intergovernmental Panel on Climate Change  (IPCC). Da quando le calotte glaciali sono state monitorate per la prima volta da satellite negli anni ’90, lo scioglimento dall’Antartide ha aumentato il livello globale del mare di 7,2 mm, mentre la Groenlandia ha contribuito con 10,6 mm toccando complessivamente quota 1,8 cm. E le ultime misurazioni mostrano che gli oceani del mondo aumentano di 4 mm ogni anno.

L’ultimo studio, effettuato combinando osservazioni satellitari e modelli matematici, ha rivelato che la Terra ha perso 28 trilioni di tonnellate di ghiaccio tra il 1994 e il 2017, un’area sufficiente a coprire tutto il Regno Unito. I risultati, pubblicati su  Nature Climate Change, sono inquietanti. Ecco dove si è verificata la perdita di ghiaccio:

  • ghiaccio marino artico: 7,6 trilioni di tonnellate
  • piattaforme di ghiaccio antartiche: 6,5 trilioni di tonnellate
  • ghiacciai montani: 6,2 trilioni di tonnellate
  • calotta glaciale della Groenlandia: 3,8 trilioni di tonnellate
  • calotta glaciale dell’Antartide: 2,5 trilioni di tonnellate
  • ghiaccio marino dell’Oceano Antartico: 0,9 trilioni di tonnellate.

Poco più della metà (60%) della perdita di ghiaccio proveniva dall’emisfero settentrionale e il resto (40%) dall’emisfero meridionale. Secondo gli scienziati, il tasso di perdita di ghiaccio è aumentato del 57% dagli anni ’90 passando da 0,8 a 1,2 trilioni di tonnellate all’anno, a causa dell’aumento delle perdite dai ghiacciai di montagna, dall’Antartide, dalla Groenlandia e dalle piattaforme di ghiaccio antartiche. Durante lo stesso periodo, la perdita di ghiaccio ha innalzato il livello globale del mare di 35,0 ± 3,2 mm.

Secondo l’autore principale, il dott. Tom Slater del Center for Polar Observation and Modeling di Leeds e del Danish Meteorological Institute, a questo ritmo le calotte glaciali dovrebbero alzare il livello del mare di 17 cm ed esporre altre 16 milioni persone alle inondazioni costiere entro la fine del secolo.

“Lo scioglimento sta superando i modelli climatici che utilizziamo per guidarci e rischiamo di essere impreparati ai rischi rappresentati dall’innalzamento del livello del mare ” spiega il dott. Slater. “Sebbene avessimo previsto che le calotte glaciali avrebbero perso quantità crescenti di ghiaccio in risposta al riscaldamento degli oceani e dell’atmosfera, la velocità con cui si stanno sciogliendo è aumentata più rapidamente di quanto avremmo potuto immaginare”.

La dott.ssa Anna Hogg, coautrice dello studio e ricercatrice sul clima della  School of Earth & Environment di Leeds, ha aggiunto:

“Se le perdite delle calotte glaciali continueranno a superare i nostri scenari di riscaldamento climatico peggiori, dovremmo aspettarci un aumento aggiuntivo di 17 cm solo dalle piattaforme di ghiaccio. Ciò basterebbe a raddoppiare la frequenza delle inondazioni in molte delle più grandi città costiere del mondo”.

Finora, i livelli globali del mare sono aumentati in gran parte attraverso un meccanismo chiamato espansione termica, il che significa che il volume dell’acqua di mare si espande man mano che si riscalda. Tuttavia, negli ultimi 5 anni, lo scioglimento del ghiaccio dalle calotte polari e dai ghiacciai di montagna ha superato il riscaldamento globale come causa principale dell’innalzamento del livello del mare.

In altre parole, lo scioglimento del ghiaccio ha ora assunto il ruolo di principale contributore dell’innalzamento del livello del mare.

E se il ghiaccio si scioglie a questi ritmi, la colpa è solo nostra.

Fonti di riferimento: Università di Leeds, Nature

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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