Rifiuti tossici e radioattivi scoperti in ex cava: sequestrati 130mila metri quadrati di terreni inquinati

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Smaltimento illecito di rifiuti tossici e radioattivi, oltre all’inquinamento delle falde, in due cave del bresciano. A scoprirlo sono stati i Carabinieri Forestali di Salò che nei giorni scorsi hanno dato vita a un maxi sequestro in un’area di 130 mila metri quadrati.

È accaduto tra Lonato del Garda e Desenzano, dove i i carabinieri forestali di Salò, coordinati dal comandante Giuseppe Tedeschi, hanno posto i sigilli a due terreni. In totale sono cinque le persone indagate e accusate di concorso in discarica abusiva e inquinamento ambientale.

Secondo quanto riportato da BresciaToday, una serie di analisi condotte dall’Arpa avevano rilevato la presenza di inquinanti non solo nell’area dell’ex cava Traversino, pari a 100mq di terreno ma anche nel laghetto delle cave (circa 30mila metri quadrati).

E pensare che le due aree erano già state poste sotto sequestro e temporaneamente dissequestrate solo qualche settimana fa. 

Laghetto riempito con materiali non autorizzati

I Carabinieri della Forestale avevano già ipotizzato uno smaltimento illecito di rifiuti a opera della società indagata, nascosto dietro un intervento di risanamento ambientale, regolarmente autorizzato, volto alla realizzazione di un piazzale al posto di una parte del laghetto di cava non più utilizzato.

Il riempimento dello specchio d’acqua, secondo le autorizzazioni concesse, doveva essere realizzato con terre e rocce da scavo regolarmente certificate. Ma le indagini dei Forestali attraverso i sondaggi hanno rilevato la presenza di rifiuti provenienti da demolizioni edili come blocchi di cemento, asfalto, ferro, lamiere e addirittura plastica.

Rifiuti pericolosi nell’ex cava Traversino

Ancora più grave la situazione dell’ex cava “Traversino”, dove i rifiuti pericolosi interrati poggiavano direttamente sulla falda acquifera, rischiando di contaminare la matrice ambientale sotterranea.

Eppure, sugli spazi dell’ex Traversino pende un procedimento di bonifica mai portato a termine. Nel terreno infatti è presente una vera e propria discarica chiusa dal 1982, che ospita ancora materiali e rifiuti pericolosi. Si parla di metalli pesanti, pneumatici, scorie di acciaieria, olii esausti.

Sotto terra sarebbero nascosti oltre 400mila metri cubi di rifiuti.

Arsenico, alluminio, dicoloropropano, manganese, triclorometano, elementi radioattivi. Questa la lista degli inquinati che erano già stati riscontrati in precedenza.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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