Il Senato dichiara l’emergenza climatica in Italia, l’appassionato discorso del ministro Costa

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Emergenza climatica, il Senato ieri ha detto sì, approvando le mozioni sulle iniziative per affrontare in Italia in tempi brevi e in maniera concreta il problema del riscaldamento globale. Per il Ministro dell’ambiente Costa si è trattato di una giornata importantissima, in cui tutte le forze politiche, comprese quelle di opposizione, hanno finalmente riconosciuto la gravità dei cambiamenti climatici.

Ieri, al termine dell’esame delle mozioni sulle iniziative per affrontare l’emergenza climatica, l’Assemblea ha dato il proprio via libera.

Ma quali saranno le novità? E in che modo la mozione sull’emergenza climatica aiuterà l’Italia a combattere i cambiamenti climatici?

La dichiarazione di emergenza climatica, voluta dal movimento Fridays for Future Italia e da Greta Thunberg, è già stata sottoscritta nel mondo da centinaia di città (tra queste c’è Milano) e stati del mondo.

Finora, il Parlamento italiano aveva scelto di non impegnarsi sul fronte dell’emergenza climatica.

Lo scorso anno il Senato aveva addirittura bocciato la proposta di dichiarare l’emergenza climatica per l’Italia. Ma oggi la situazione sembra stia cambiando.

Diverse saranno le novità e 22 i punti su cui il Governo dovrà impegnarsi. I più importanti riguardano:

  • la riduzione di emissione di anidride carbonica e la decarbonizzazione
  • gli interventi di mitigazione e prevenzione del dissesto idrogeologico
  • l’inserimento nella Costituzione della tutela della natura, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile
  • il piano nazionale integrato per energia e clima
  • la ricognizione degli incentivi per l’efficientamento energetico
  • la transizione verso il modello di economia circolare
  • la riduzione dei sussidi ambientali dannosi
  • le politiche del trasporto.

Si punterà inoltre su ricerca e innovazione tecnologica, promozione dello sviluppo della filiera agricola biologica e delle buone pratiche agronomiche, qualità dell’acqua, consumo del suolo ed erosione delle coste, smaltimento dei rifiuti, introduzione dell’educazione ambientale nelle scuole e infine sul coinvolgimento del Parlamento nell’attuazione degli impegni previsti dall’accordo di Parigi.

Il senatore Ferrazzi, che ha illustrato la mozione, ha spiegato:

“E’ assolutamente necessario mettere in atto immediatamente tutte le politiche di mitigazione e di adattamento, per rovesciare questa situazione. Alcuni passaggi sono essenziali per uscire da questa situazione di emergenza, il primo dei quali è l’abbandono di ogni sciocca ideologia e la consapevolezza che un piano di rilancio e di sostenibilità si basa su tre pilastri di sostenibilità. C’è il pilastro della sostenibilità ambientale e c’è quello della sostenibilità sociale. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, se la temperatura dovesse crescere di 2 gradi centigradi, i danni sarebbero stimabili in 120 miliardi di euro all’anno. Nel caso di aumento di tre gradi centigradi, i danni salirebbero a 200 miliardi di euro all’anno: Questo perché avverrebbero, così come stanno già avvenendo, alluvioni, siccità e ondate di calore e si avrebbe l’innalzamento del livello dei mani, l’innalzamento della temperatura media del mare con l’aumento del cuneo salino, la diffusione delle epidemie, come già provato a livello scientifico internazionale, e la crescita esponenziale dei migranti climatici”.

Il discorso appassionato del Ministro Costa

Soddisfazione da parte del Ministro dell’ambiente Costa che ha parlato di una giornata importantissima per l’Italia, un giorno in cuii anche i partiti, oggi all’opposizione, che votarono contro l’Accordo di Parigi per il contrasto ai cambiamenti climatici del 2015, hanno dato il loro benestare.

“Bene che ogni partito, con il proprio punto di vista e le proprie idee, come è giusto che sia, abbia riconosciuto la priorità della lotta ai cambiamenti climatici. Il governo c’è. Molte azioni sono state fatte, come le Zone Economiche Ambientali, il bonus bici, il primo decreto legge sul clima, i decreti per riciclare i rifiuti e creare nuove materie prime, e tante altre sono in costruzione, come la semplificazione per le operazioni di bonifica, per l’installazione di colonnine elettriche, solo per citarne alcuni. Ora quindi, la rivoluzione verde appartiene a tutto il Parlamento: non è una battaglia solo della maggioranza ma ora coinvolge anche l’opposizione. Sono sicuro che anche il Parlamento, che è sovrano, sarà ancora più unito di prima per una lotta che non ha e non deve avere colori politici.”

Speriamo che finalmente, una volta riconosciuto l’ingente peso dei cambiamenti climatici, l’Italia possa agire concretamente per contrastarli.

Fonti di riferimento: Facebook/Sergio Costa, Senato, Resoconto Senato

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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