Sole blu e cielo giallo: Pechino di nuovo sotto una tempesta di sabbia e i livelli di PM10 salgono alle stelle

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La seconda in due settimane: a Pechino è tornata una spaventosa tempesta di sabbia, che ha invertito i colori del cielo, trasformando il sole in blu e il cielo in giallo. La città si è svegliata così domenica mattina avvolta da una spessa polvere che trasportava livelli estremamente elevati di particelle pericolose

Secondo Zhang Linna, capo meteorologo della stazione municipale, questa situazione, caratterizzata da forti venti e polvere spessa, durerà più di 12 ore, ma avrà un’intensità inferiore rispetto alla tempesta di sabbia registrata il 15 marzo scorso.

La tempesta di sabbia è stata alimentata dai venti della Mongolia – dove le temperature relativamente più calde questa primavera e la riduzione delle piogge hanno prodotto aree più ampie di terra nuda – e della Cina nord-occidentale. L’Amministrazione meteorologica cinese aveva emesso un avviso giallo venerdì, avvertendo che una tempesta di sabbia sarebbe arrivata dalla Mongolia nelle province della Cina settentrionale, tra cui la Mongolia interna, Shanxi, Liaoning e Hebei, che circonda Pechino.

tempesta sabbia pechino

©Reuters

Come è successo esattamente l’altra volta, anche con questa tempesta ha fatto balzare in alto i livelli di inquinamento atmosferico, che sono saliti a un livello massimo di 500, secondo l’indice di qualità dell’aria in tempo reale di Pechino. I livelli di inquinante PM10 hanno superato i 2mila microgrammi per metro cubo. I livelli di PM2,5, particelle più piccole che possono penetrare nel flusso sanguigno, hanno raggiunto 462.

La tempesta ha causato, nemmeno a dirlo, il caos negli aeroporti della Mongolia interna, con più della metà dei voli cancellati da gli aeroporti di Baotou e Chifeng a causa della scarsa visibilità.

Nord e nord-ovest della Cina quest’anno hanno avuto meno nevicate e piogge e le temperature da febbraio sono state più alte, portando a un ulteriore clima polveroso, sollevato da venti più forti del solito. Secondo gli esperti, le temperature medie in Mongolia e nel nord della Cina erano di circa 6° C più alte del normale a marzo. La Cina settentrionale ha sofferto a lungo tempeste di sabbia, dal momento che i deserti della regione si sono estesi più verso sud a causa anche della deforestazione. È per questo motivo che Pechino ha piantato un “grande muro verde”, di alberi per intrappolare la polvere in arrivo, oltre a cercare di creare corridoi d’aria che incanalino il vento e permettano alla sabbia e ad altri inquinanti di passare più rapidamente.

Fonte: Reuters

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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