Questa tenda ripulirà i fiumi più inquinati del mondo dalla plastica

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Arriva da due ingegneri italiani l’idea di catturare letteralmente tutta la plastica dai corsi d’acqua più grandi al mondo prima che arrivi in mare

Un sistema di barriere galleggianti in acciaio e plastica riciclata per intercettare i rifiuti prima che arrivino a inquinare il mare. Il problema della plastica nelle acque di tutto il mondo ha una e più soluzioni e una di queste arriva dall’Italia.

Il sistema si chiama Seads (Sea Defence Solutions), una doppia barriera obliqua e “tende” immerse in acqua per catturare i rifiuti, e loro sono il trentaseienne Fabio Dalmonte e il trentottenne Mauro Nardocci, due giovani ingegneri italiani che con la loro nuova start up si sono messi in testa di porre un rimedio alla principale fonte di inquinamento di mari e oceani.

Si stima, infatti, che tra l’80% e il 90% della plastica che finisce negli oceani giunga proprio dai fiumi, soprattutto da quelli più grandi come il Gange e il Nilo. E, anzi, gli studi riportano che solo da 10 a 20 fiumi nel mondo siano responsabili di oltre l’88% della plastica totale che entra nei mari, per cui delle barriere fossero installate in questi fiumi, l’impatto positivo potrebbe rappresentare un tangibile passo in avanti verso la soluzione dell’inquinamento marino.

Com’è fatto Seads

Realizzata in collaborazione con l’università di Firenze, il Politecnico di Milano e la University of West of Scotland, si tratta di una barriera fatta con struttura portante di cavi d’acciaio e con una “tenda” in plastica riciclata che resta immersa nell’acqua per poco più di un metro per bloccare i rifiuti. Per farla funzionare, servono due barriere posizionate in maniera obliqua e perpendicolare rispetto alla corrente: quando i detriti scendono lungo il corso vengono fermati da una prima barra e poi scivolano verso la seconda che, sempre per la sua posizione obliqua, grazie alla corrente li spinge fino alle sponde dove ci sarà un punto di raccolta.

seads 1

È un sistema semplice ma al tempo stesso complessospiegano i due ingegneri – che ha un’idea alla base: l’integrazione con le comunità locali. Un modello relativamente economico (intorno ai 40mila euro) che può essere posizionato su ogni fiume. Quando la plastica è giunta a riva i membri delle comunità locali raccoglieranno i rifiuti e li venderanno, come già accade, traendone profitto”.

Inoltre, pesci e animali del fiume avranno la possibilità di passare sotto e sopra le barriere mentre, nel caso di piena o in presenza di grandi tronchi, il sistema Seads si apre a bandiera, lasciando transitare grossi detriti grazie a un fusibile meccanico.

Il sistema verrà testato a breve in Italia in un affluente del fiume Reno, mentre a Bogor, in Indonesia, hanno richiesto un primo prototipo da installare sul fiume Ciliwung.

Leggi anche

Germana Carillo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook