Ghiacciaio due volte più grande di Manhattan si stacca dalla Groenlandia. E in Antartide a rischio crollo i due ghiacciai più grandi del mondo

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I ghiacciai più grandi della Terra si stanno sciogliendo, dal Polo Nord al Polo Sud. Non sembra una novità ma nelle ultime ore si sono verificati due eventi senza precedenti. Nell’Artico, dal ghiacciaio Nioghalvfjerdsfjorden si è staccato un colosso grande il doppio di Manhattan mentre all’estremo opposto, in Antartide, nei due ghiacciai più grandi del mondo si stanno aprendo crepe preoccupanti.

A dispetto di chi ancora continua a negare l’esistenza dei cambiamenti climatici, arrivano due drammatiche notizie da due angoli remoti del pianeta. Il Polo Nord e il Polo Sud sono le aree della Terra che più stanno pagando i conti del global warming legato alle emissioni umane.

In Groenlandia si stacca ghiacciaio di 113 kmq

Prendete Manhattan, moltiplicate per due la sua superficie. Il risultato sarà un’area molto estesa. Bene. Questa è pari alla montagna  che si è staccata di recente dalla piattaforma di ghiaccio più grande dell’Artico, l’ultima rimasta ancora intatta. A rivelarlo è stato un nuovo studio che ha preso in esame i dati forniti dal satellite Sentinel di Coperincus.

Per gli scienziati del Geological Survey od Denmark and Greenland (GEUS) che da anni monitorano lo stato di salute dell’Artico, si tratta di un evento preoccupante. Numeri alla mano, si parla di un imponente lastrone di ghiaccio di 113 kmq staccatosi per via dell’aumento delle temperature, soprattutto neli ultimi anni, nel nord-est della Groenlandia.

Se si considera la quantità di ghiaccio persa dal 1999, da quiando è iniziato il monitoraggio, si tocca quota 160kmq.

“Dovremmo essere molto preoccupati per quella che sembra una progressiva disintegrazione della più grande piattaforma di ghiaccio rimanente dell’Artico, perché a monte c’è l’unico grande flusso di ghiaccio della calotta glaciale della Groenlandia che prosciuga il 16% del serbatoio di ghiaccio interno”, ha spiegato il professor Jason Box del Geus.

Secondo gli scienziati,  quando una piattaforma di ghiaccio si riduce o collassa completamente, viene ridotta anche la resistenza del flusso di ghiaccio verso l’oceano, rendendo i ghiacciai più sottili e fragili.

ghiacciaio groenlandia 2020

©Sentinel/Copernicus

E’ gia accaduto a un altro imponente ghiacciaio, lo Zachariae Glacier, che dopo un evento simile a quello accaduto a Nioghalvfjerdsfjorden, ha perso ghiaccio sempre più velocemente. Stessa sorte toccherà a Nioghalvfjerdsfjorden, che si sta disintegrando a una velocità senza precedenti.

“Le temperature nell’Artico stanno aumentando più velocemente della media globale. C’è più calore nell’aria e nell’oceano per sciogliere il fondo e la superficie delle piattaforme di ghiaccio, esse poi si assottigliano e sono più soggette alla rottura. L’abbiamo visto con il ghiacciaio Zachariae, quest’estate con la piattaforma Milne in Canada, e ora anche il ghiacciaio Nioghalvfjerdsfjorden sta perdendo parti della sua piattaforma “.

Secondo la dott.ssa Anne Solgaard, ricercatrice del Geological Survey of Denmark and Greenland, la velocità con cui i ghiacciai si stanno sciogliendo mostrano un’accelerazione significativa negli ultimi dieci anni. E non è un caso che l’aria in questa regione si sia riscaldata di circa 3° C dal 1980: nel 2019 e nel 2020 inoltre sono state osservate temperature record.

Le estati più calde inoltre non fanno che peggiorare la situazione:

“Ogni estate, l’acqua defluisce dalla calotta glaciale della Groenlandia sulla lingua del ghiacciaio, formando fiumi e stagni sulla superficie. Il ricongelamento dell’acqua in inverno crea una pressione aggiuntiva sulla lingua galleggiante, che può portare allo scioglimenti dei ghiacci e al loro staccarsi dalle piattaforme principali” proseguono gli scienziati.

ghiacciai antartide persi

©Delf University/Nasa

Anche in Antartide Pine Island e Thwaites si stanno frantumando

Se al Polo Nord la situazione sembra gravemente compremessa, non va meglio al Polo Sud dove da tempo gli scienziati tengono d’occhio i due principali ghiacciai: Pine Island e Thwaites. Entrambi, proprio in questi giorni, hanno dato ulteriori segni di sofferenza.

Secondo uno studio pubblicato ieri e condotto dagli scienziati della Delft University of Technology, negli ultimi anni sia Pine Island che Thwaites, nell’Antartide occidentale, hanno subito rapidi cambiamenti con conseguenze importanti per l’innalzamento del livello del mare.

Tuttavia, i processi alla base di questi cambiamenti e il loro preciso impatto sull’indebolimento delle calotte glaciali non erano stati ancora del tutto chiariti. Usando le immagini satellitari, il nuovo studio ha esaminato nel dettaglio le crepe presenti sui ghiacciai scoprendo che sono in fase di indebolimento e presto daranno luogo a vere e proprie rotture.

Secondo i ricercatori, questo processo è uno dei fattori chiave che determina la stabilità – o instabilità – delle calotte glaciali, e quindi il possibile contributo di questa parte dell’Antartide all’innalzamento del livello del mare.

Fonti di riferimento: Geological Survey od Denmark and Greenland, Delft University of Technology, Pnas

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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