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Perché si getta sale sulle strade quando nevica?

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Quando nevica è prassi gettare sale sulle strade. Incredibilmente, la scienza che c’è dietro a questa importante pratica è la stessa (o quasi) che ci dice se il sale si aggiunge prima o dopo l’ebollizione dell’acqua della pasta. Infatti il sale fa aumentare il punto di ebollizione dell’acqua, ma ne abbassa anche il punto di congelamento.

L’abbassamento crioscopico, ovvero del punto di congelamento, è un’altra delle 4 proprietà colligative delle soluzioni, che non dipendono cioè da cosa aggiungiamo ad un solvente ma solo da quanto, ovvero da quante particelle disciolte ci sono.

Si sa che se nevica è molto alto il rischio di formazione di ghiaccio sulle strade: a causa delle basse temperature, intorno allo 0°C, l’acqua passa allo stato solido, e questo comporta grave rischio di incidenti per automobilisti, centauri e pedoni.

Perché il sale abbassa il punto di congelamento dell’acqua

Ma ecco che “ci salva” la scienza. Se sulle strade c’è del sale, l’acqua congelerà a una temperatura più bassa, riducendo il rischio di formazione del ghiaccio. E, anche in questo caso, questa temperatura è teoricamente calcolabile con una formula matematica:

Tcr, soluzione – Tcr, liquido puro = kcr x m

dove Tcr, soluzione – Tcr, liquido puro è appunto la differenza tra la temperatura di congelamento della soluzione e quella del solvente puro, kcr è una costante che dipende dal liquido solvente e m una misura della concentrazione chiamata molalità.

A differenza però dell’innalzamento ebollioscopico, però, questa differenza sarà sempre negativa, perché la temperatura di congelamento della soluzione sarà sempre più bassa di quella del solvente puro.

Ciò avviene perché a livello microscopico è come se il soluto si “mettesse in mezzo” tra le molecole del solvente, creando dei legami che rendono più difficile il passaggio di stato.

I rischi ambientali del sale sulle strade

Gettare grandi quantità di sale sulle strade non è però il massimo per l’ambiente. In zone del mondo dove nevica spesso e in abbondanza, è necessaria davvero una grande quantità di sale per ottenere dei margini di sicurezza accettabili.

Il cloruro di sodio (nome chimico del comune sale da cucina), infatti, si deposita nel terreno e può danneggiare le radici delle piante, che così hanno più difficoltà ad assorbire acqua e sostanze nutritive, rischiando di ammalarsi e seccarsi più rapidamente.

Il sale penetra inoltre nelle acque sotterranee, nei laghi o nei fiumi, e inquina gli ecosistemi. Può inoltre essere corrosivo a contatto diretto, penetrare nelle zampe dei cani creando infiammazioni, nonchè provocare problemi ad animali selvatici come ricci e uccelli.

Per questo sono in corso alcune sperimentazioni, nel tentativo di ottenere lo stesso risultato in modo alternativo, come quella dell’acqua di cetriolo in Baviera, dove 326.000 tonnellate di sale sono distribuite su strade e autostrade ogni stagione.

Leggi anche: Acqua di cetriolo nelle strade ghiacciate al posto di tonnellate di sale nell’ambiente. L’esperimento in Baviera

La chimica-fisica è sempre la stessa, ma può e deve essere usata a vantaggio dell’ambiente e di tutti noi.

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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