Entro il 2030 la Terra avrà 1,5 gradi in più e le conseguenze saranno irreparabili

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1,5 gradi in più nel 2030: questo il riscaldamento globale previsto da uno studio dell’Australia’s Climate Council che – avvisa – è più che sufficiente per conseguenze disastrose. Ed è (anche) colpa nostra.

Già un incremento di 1.1 gradi sta portando a catastrofi, con eventi estremi che continuano a moltiplicarsi, segni di cambiamenti climatici importanti che provocano incendi e tempeste nonché ondate di calore, ma anche gelate. Arrivare a 1.5 in meno di 10 anni può solo essere un disastro.

Se le temperature dovessero superare 1,5° C per un periodo di tempo significativo, ecosistemi critici da cui dipendiamo (come la Grande Barriera Corallina) sarebbero ancora più gravemente danneggiati o del tutto distrutti.

Questa la sintesi del report dell’Australia’s Climate Council, un’organizzazione indipendente di scienziati del clima, salute, energie rinnovabili e policy. Non c’è più tempo, ed è l’ultimo alert dopo una lunga serie che prosegue ormai da decenni.

Il panel che ha elaborato il documento ha delineato una sfida ambiziosa per i governi e l’industria australiani: portare le emissioni di carbonio a zero entro il 2035 (e ridurle del 75% entro il 2030). Ma le conclusioni della situazione contingente, sono, purtroppo, globali. E ogni sforzo è necessario, così come ogni decimo di temperatura “risparmiata” è ossigeno per il nostro pianeta.

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“Possiamo ancora mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2°C – spiega a questo proposito Will Steffen, autore principale del rapporto, all’Australia ABC News – Ogni decimo di grado in realtà ha importanza: 1.8°C è meglio di 1.9°C ed è molto meglio di 2°C”.

Possiamo farcela, ma dobbiamo agire.

“Dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre profondamente e rapidamente le nostre emissioni, mentre ci si prepara anche per gli impatti climatici che possono non essere più evitati – tuonano gli autori del documento – Rimane poco tempo per limitare il riscaldamento globale sotto catastrofici aumenti di temperatura”.

1.5 gradi è l’obiettivo dell’Accordo di Parigi, che ha definito un quadro globale per limitare i danni, tenendo l’incremento delle temperature “ben al di sotto dei 2ºC e proseguendo con gli sforzi per limitarlo a 1,5ºC”.

“Superare il riscaldamento di 1,5° C aumenta notevolmente il rischio di attivazione brusca, pericolosa e irreversibile di modifiche al sistema climatico”.

Cosa altro devono dirci gli esperti, o forse cosa altro deve succedere ancora?

Fonti di riferimento: Australia ABC News / Australia’s Climate Council

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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