Rifiuti in mare, casi di successo e possibili soluzioni

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Sono usciti diversi studi dell’UNEP (United Nations Environment Programme) circa i rifiuti marini, ma uno tra questi ha colpito di più chi, come noi, vuole dare una mano alla Terra, attraverso i nostri piccoli, importantissimi, passi. Le “Guidelines on the Use of Market-based Instruments to Address the Problem of Marine Litter” è in realtà un rapporto sullo stato dei rifiuti nel mare ed è indirizzato a chi si occupa di debellare il problema efficacemente, politici e comunità. Per questo, la relazione fornisce una panoramica di strumenti economici e di strategie che favoriscano un cambiamento di comportamento che porterà ad effetti positivi, benefici e duraturi sull’ambiente marino e costiero.

I rifiuti possono comportare perdite nella biodiversità, ma anche perdite economiche: meno turismo, meno pesca o altre attività. Questi problemi possono essere affrontati anche con strumenti di mercato: tasse, sanzioni, sussidi ed incentivi.

L’UNEP ha portato all’attenzione 23 casi di successo, dagli incentivi per i pescatori che raccolgono i rifiuti (Hawaii) e sui vuoti a rendere (Germania, Malta e Danimarca), alle tasse sui contenitori per le bevande (Norvegia), ai contributi per i produttori, agli obblighi per i commercianti nei parchi statunitensi di fornire esclusivamente piatti e posate biodegradabili.

Un compendio di buone pratiche e di buone decisioni, alcune delle quali applicabili ovunque, anche in Italia.

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