Riconfermato Sergio Costa al Ministero dell’Ambiente

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Confermato il Ministro che ci piace: Sergio Costa resta al dicastero dell’Ambiente. In questa tormentata estate che ha visto saltare parecchie poltrone al Governo, Costa, uomo il cui nome è legato indissolubilmente alla Terra dei Fuochi, resta a dare il suo prezioso contributo anche per il Conte bis.

Sergio Costa è infatti tra i pochi nomi confermati nel governo Conte numero due, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, oltre a Bonafede che rimane Ministro della Giustizia. Teresa Bellanova è invece il nuovo Ministro alle Politiche agricole.

Napoletano del 1959, laureato in Scienze Agrarie con master in Diritto dell’Ambiente, Costa è stato comandante del Corpo forestale dello Stato in Campania fino allo scioglimento del corpo a fine 2016. La sua inchiesta più famosa riguarda la Terra dei Fuochi, la discarica di rifiuti più pericolosa d’Europa a Caserta.

Molto critico sullo smantellamento del Corpo forestale, nel 2015 dichiarò che è “folle sciogliere il corpo forestale” ed è stato uno dei sostenitori della Legge 68 sugli ecoreati.

Tutte (o quasi) le lotte di Sergio Costa

Si è occupato, e continuerà ad occuparsi, dei dossier sulla Tap (che ha ottenuto il via libera), su Taranto, sulle trivelle, della lotta alla plastica, del maltrattamento degli animali e delle energie rinnovabili, e molto altro.

In seguito all’avvistamento dell’orso M49 ribattezzato Papillon, Costa rivolse un appello accorato a non emettere ordinanze che potessero mettere in pericolo la vita di Papillon.

Lasciamo parlare i tecnici e non le suggestioni. Io rinnovo il mio appello: non ammazzatelo“, chiese.

Con il nuovo Piano di conservazione e gestione, il Ministero dell’Ambiente ha previsto  il monitoraggio del lupo per facilitarne la conservazione e l’aggiornamento dei dati sulla sua distribuzione sulle Alpi e l’eliminazione di un’azione specifica dedicata alle deroghe visto che la materia è già regolata dalla normativa vigente.

“Da quando sono ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò”, chiarì Costa, ribadendo la sua opposizione alle trivellazioni nel Mar Ionio.

Insieme con Luigi Di Maio, Costa ha firmato a luglio il decreto FER1, per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili e promuovere la diffusione di impianti fotovoltaici, idroelettrici, eolici e a gas di depurazione, per raggiungere entro il 2030 i traguardi europei definiti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima.

Da ottobre 2018, il Ministero dell’Ambiente è plastic free grazie all’installazione di dispense di acqua alla spina e alla sostituzione dei prodotti all’interno dei distributori. Costa ha poi lavorato anche a due leggi per la riduzione della plastica monouso e degli imballaggi, sia per gli imprenditori che per i consumatori.

Aspetta ancora un gran lavoro da fare! Buona fortuna, Ministro Costa!

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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