La Russia punta ancora sul nucleare: record di produzione dalle centrali sparse nel Paese

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Non solo non pensa minimamente ad uno stop, ma continua a intensificare la produzione: la Russia di Putin centra nuovamente il record di energia dalle centrali nucleari, battendo sia i tempi dell’URSS che se stessa del 2019. L’annuncio, dai toni trionfalistici, è stato diffuso dalla Rosenergoatom Concern JSC, sussidiaria della corporazione statale per l’energia nucleare Rosatom.

Nulla ferma il nucleare in Russia, nemmeno la pandemia di Covid-19 che ha provocato un generale decremento della domanda di energia.

Quella prodotta nel 2020 dal nucleare, infatti, pari a oltre 215,746 miliardi di kWh di elettricità, ha battuto anche il proprio traguardo del 2019 di 208,7 miliardi di kWh, quindi con oltre 7 miliardi di kWh di disavanzo.

La notizia fa tanto più scalpore se si pensa che il 2020 ha registrato una generale riduzione di richiesta di energia associata alla riduzione della produzione industriale dovuta alla pandemia di Covid-19 e che, al culmine dello sviluppo dell’energia nucleare nel 1988, l’Unione Sovietica poteva contare su 47 unità di potenza in funzione, mentre Rosenergoatom gestisce “solo” 37 unità.

Si parla in particolare delle centrali nucleari di Rostov (oltre 32,8 miliardi di kWh), Balakovskaya (oltre 30,6 miliardi di kWh) e Kalininskaya (oltre 28,4 miliardi di kWh) per citare quelle che hanno fornito la massima produzione tra le centrali nucleari russe.

Attualmente, la quota di generazione nucleare è circa il 19% della produzione totale di elettricità nel Paese. Pertanto, una lampadina su cinque nella Federazione Russa si accende grazie all’energia generata dalle centrali nucleari.

“Abbiamo chiuso il 2020 con un record assoluto nell’intera storia dell’industria nucleare russa – annuncia il CEO Rosenergoatom Andrey Petrov – raggiunto solo durante l’era sovietica nel 1988, quando tutte le centrali nucleari hanno prodotto 215,669 miliardi di kWh (comprese quelle in Ucraina, Lituania e Armenia)”.

L’annuncio fa molto pensare soprattutto perché, proprio nel 2019, anno del precedente record, nel Paese si è registrato un misterioso quanto grave incidente nucleare, riferito dalla stessa Rosatom, avvenuto mentre venivano eseguiti test di un sistema di propulsione liquida a base di isotopi su una piattaforma offshore (Leggi anche: Incidente nucleare in Russia: cosa è emerso finora dalle indagini pubblicate dagli esperti).

Non c’è dunque nemmeno bisogno di pensare al tragico e mai dimenticato incidente di Chernobyl, che continua a far sentire i suoi effetti, eppure il nucleare appare proprio una fonte di energia su cui la Russia punta (Leggi anche: Il grano di Chernobyl è ancora contaminato, anche quello che cresce fuori dalla zona di esclusione).

Fonti di riferimento: Rosatom

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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