Cosa accadrebbe al clima se a causa del riscaldamento globale la Corrente del Golfo si fermasse?

Neve a luglio

La Corrente del Golfo è caratterizzata da un sistema di flussi di acqua che svolge un ruolo chiave nella regolazione del clima in Europa e più in generale nell’emisfero Nord del Pianeta.

Il fenomeno è noto come Atlantic Meridional Overturning Circulation, capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (AMOC), ed è costituito da un insieme di correnti nell’Oceano Atlantico che spostano l’acqua salina calda superficiale verso Nord, mentre l’acqua fredda in profondità si muove dalla parte opposta.
La circolazione contraria delle due correnti è guidata dalla differenza di temperatura e salinità dell’acqua, che ne determinano una diversa densità.

Recenti ricerche hanno mostrato come, a partire dalla metà del XX secolo, il flusso di questo insieme di correnti stia rallentando a causa del riscaldamento globale: dagli anni ‘50 in avanti la Corrente del Golfo si è indebolita del 15%.

L’aumento generale delle temperature infatti sta provocando da una parte l’aumento della temperatura delle acque e dall’altra lo scioglimento dei ghiacciai artici in Groenlandia, la cui acqua va a modificare la salinità di quella marina.

Durante l’ultima estate in cui si sono registrate ondate di caldo record, l’Oceano Atlantico è stato raggiunto dall’acqua proveniente dallo scioglimento di 190 miliardi di tonnellate di ghiaccio groenlandese.

Modificandosi la densità dell’acqua, i flussi delle correnti vengono alterati e rallentati e, secondo gli scienziati potrebbero bloccarsi. Se questo dovesse accadere, gli effetti sul clima potrebbero essere devastanti.

Secondo alcune ipotesi portate avanti dagli esperti, l’arresto della corrente farebbe piombare l’emisfero nord della Terra in una sorta di era glaciale con inverni particolarmente rigidi in tutta Europa e negli Stati Uniti.

Altri ricercatori sostengono invece che potrebbe avvenire il fenomeno contrario: poiché il sistema di correnti del Golfo contribuisce in modo significativo all’immagazzinamento di grandi quantità di calore da parte dell’Oceano, il suo arresto potrebbe comportare un rapido e devastante aumento delle temperature in tutto il mondo.

Entrambi gli scenari non sono per nulla rassicuranti e, a quanto pare, non dovremo aspettare molto tempo per sapere quale dei due si realizzerà.

Secondo le elaborazioni effettuate dagli scienziati l’Amoc potrebbe arrestarsi o subire variazioni significative nei prossimi 10 o 20 anni, perdendo la capacità di controllare la temperatura globale con conseguenze devastanti sul mutamento del clima.

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Tatiana Maselli

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