Inquinamento atmosferico: a Torino nasce la prima Pure Air Zone

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

A Torino si respirerà aria pulita. Quasi in concomitanza con la presentazione del rivoluzionario programma della giunta Appendino appena insediata, è partita la sperimentazione per creare la prima “zona d’aria pura” all’interno del capoluogo piemontese, dando ufficialmente il via al progetto “Pure Air Zone” promosso dal Torino Living Lab.

L’obiettivo è “zero smog” e per questo sarà utilizzato un sistema biologico di purificazione dell’aria capace di catturare le sostanze inquinanti e di trasformarle in elementi innocui per l’uomo e per l’ambiente. Le prime centraline “verdi” sono state installate il 15 giugno scorso nei giardinetti di Corso Svizzera.

LEGGI anche: TORINO CITTÀ VEGANA? TUTTA LA VERITÀ SUL PROGRAMMA DELL’APPENDINO (E SULLE INUTILI POLEMICHE)

Il progetto

Pure Air Zone, sviluppato dalla società U-earth, trasformerà i Giardini Dispersi sul fronte Russo, di corso Svizzera angolo via Medici, nella prima “zona di aria pulita” della città. In pratica, l’azienda U-earth ha sviluppato una biotecnologia completamente naturale che riproduce il processo che si ha normalmente in natura di eliminazione dei contaminanti dall’ambiente, “miniaturizzandone” gli ingombri e accelerando i tempi di raggiungimento dell’equilibrio.

torino pure zone
torino pure zone 1

LEGGI anche: CONTRO L’INQUINAMENTO ARRIVA MONICA, IL NASO ELETTRONICO CHE FIUTA LO SMOG

In parole povere, gli agenti contaminanti sono attratti dai depuratori per carica elettrica molecolare, per poi venire catturati e distrutti da microrganismi che “si nutrono” di inquinamento, con il risultato che si ha aria più pulita, senza dover affrontare il problema di smaltimento delle scorie nocive. Ovviamente poi i dati raccolti vengono analizzati, con osservazione delle dinamiche nel tempo, analisi dei picchi e rilevazione dei valori notturni.

Qual è l’esito finale? Uno spazio pubblico reinventato, ripulito e incontaminato, dove è la tecnologia a pensare di combattere l’inquinamento e migliorare un pezzetto di città. Ecco, proprio questi sono i due punti che ci lasciano riflettere: “tecnologia” e “pezzetto di città”. Per ora più di una centralina installata pensa a ripulire l’aria attorno a sé: ma quanto costano più centraline sparse in più punti della città? E quante ce ne vorrebbero per ripulire più di un semplice “pezzetto”? Insomma, non sarebbe più semplice (re)inventarsi una nuova politica di mobilità, restituendo spazi alla natura e alla fruizione dei cittadini e creando quartieri più vivibili (e Torino è già bella di suo…)?

Germana Carillo

Photo Credit

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Repubblica di San Marino

Repubblica di San Marino: il turismo slow e green che non ti aspetti

Sei su Instagram?

Le nostre foto +belle, le notizie che +ami, il tuo giornale sempre con te!

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook