Isole di plastica: i detriti si nascondono nelle viscere del pesce lanterna

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Dove finisce la plastica dispersa negli oceani? Gran parte dei nostri rifuti in plastica se ne va dritta dritta nelle viscere degli organismi marini e di conseguenza nella catena alimentare. È per questo motivo che la notizia secondo cui ci sarebbe nei mari meno plastica del previsto non dovrebbe far gioire troppo.

Escludendo il Pacific Trash Vortex, l’enorme chiazza di spazzatura – composta principalmente di plastica – che galleggia nell’Oceano Pacifico, infatti, nei nostri mari i rifiuti di politilene non si sono accumulati in isole come c’era da aspettarsi, ma il motivo è non è affatto confortante.

Lo rivela Carlos Duarte dell’UWA Oceans Institute, che per la prima volta fornisce un quadro globale della concentrazione della plastica nei nostri oceani: “Anche se ci sono state segnalazioni di elevati carichi di materie plastiche in determinate regioni marine, fino ad ora non abbiamo avuto un buon riscontro”.

I modelli dei ricercatori indicavano che i detriti si sarebbero dovuti accumulare nelle spirali centrali, ovvero le aree di acqua stagnante influenzate da correnti intorno alle aree costiere. Ma ad oggi solo una, nell’Oceano Pacifico, è stata precedentemente campionata. “In quel vortice, c’è una quantità elevata di detriti di plastica, ma in realtà non so se questo è vero per gli altri quattro vortici -due nel Pacifico, uno nell’emisfero nord e uno in quello sud, due nell’Atlantico, e solo uno nell’oceano Indiano”, continua Duarte.

Per costruire un quadro globale, l’Istituto ha usato campionatori simili a piccoli catamarani, che hanno raccolto campioni contenenti piccole particelle di plastica galleggianti. La concentrazione di particelle nelle spirali era da 100 a 1000 volte superiore a quella del resto dell’oceano. Tuttavia, questo dato si è rivelato sorprendentemente piccolo rispetto alla stima dei detriti: si aspettavano valori superiori a un milione di tonnellate di plastica, e, invece, sono state trovate “solo” tra 10 e 30.000 tonnellate di plastica.

Questo, però, non significa che stiamo gettando meno plastica in mare. Duarte elenca tre possibili motivi. Il primo potrebbe essere che le materie plastiche sono ripartite in particelle così piccole da non essere state rilevate dalle apparecchiature. Un’altra opzione è che i batteri abbiano iniziato a nutrirsene. O, terzo, significa qualcosa di peggio: la plastica finisce nelle viscere degli organismi marini.

Non a caso a mancare dai prelievi sono proprio i pezzi di 2-3 centimetri di lunghezza, ovvero della dimensione delle prede che alcuni pesci mangiano, come il pesce lanterna, un piccolo organismo con occhi enormi che sale dalle profondità di 500-700 metri di notte per mangiare. Si tratta di uno degli animali più popolosi del mare: la specie potrebbe costituire la maggior parte della biomassa vivente dell’oceano. E le sue viscere potrebbero essere uno dei luoghi in cui si nascondono tutti i nostri scarti in plastica scomparsi dai radar.

Roberta Ragni

Foto credit

LEGGI anche:

La plastica degli oceani sta avvelenando anche i balandi degli scogli

Plastic paradise: tutta la verita’ sull’isola di plastica del Pacifico (video)
Pacific Trash Vortex: i rifiuti di plastica che cambiano l’ecologia dell’Oceano
L’isola di plastica nel Pacifico è il doppio degli Stati Uniti
Inquinamento oceani: 4 soluzioni alle isole di plastica

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
Schär

Sei celiaco? Da Schär un test di prima autovalutazione dei sintomi da fare in pochi click

Tua fibra energia

Luce, gas e fibra tutto incluso e a prezzo fisso ogni mese, la nuova frontiera della bolletta unica

ABenergie

Cosa fai dentro casa per risparmiare energia?

ABenergie

Gas Green: quando il tuo gas compensa la C02 piantando alberi in Italia e nel mondo

ABenergie

Smart working: come scegliere il tuo gestore di energia ora che lavori da casa

ABenergie

Quando la tua tariffa di luce e gas ti fa risparmiare e pianta gli alberi

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook