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Pfas, c’è stata violazione dei diritti umani? In Veneto arrivano gli esperti dell’Onu per scoprirlo

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Sulla scottante questione dei PFAS in Veneto sta per intervenire l’Onu. Una delegazione è infatti attesa sul territorio per verificare se, durante la gestione dell’emergenza ambientale, vi è stata violazione dei diritti umani.

Proprio ieri vi avevamo dato la notizia dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti (EPA) che,  considerando nuovi dati scientifici, ha chiesto di rivedere i limiti di sicurezza per alcuni PFAS (PFOS e PFOA) nell’acqua potabile degli Stati Uniti. Leggi anche: I PFAS sono più tossici del previsto e l’EPA, ricerche alla mano, chiede nuovi limiti di sicurezza per l’acqua potabile

Novità riguardo a queste sostanze ci sono però anche nel nostro Paese dato che una missione Onu è attesa in Veneto nei prossimi giorni. Questa incontrerà autorità, enti locali, regionali e nazionali ma soprattutto parlerà con i cittadini che da anni si battono per il loro diritto ad avere un ambiente privo di contaminati. 

Si parla infatti del Veneto come di una delle situazioni di inquinamento più gravi a livello interazionale. Un’emergenza dovuta agli Pfas che avvelenano ormai da anni le province di Vicenza, Verona e Padova, in particolare l’acqua ma, purtroppo, anche diversi alimenti. Leggi anche: PFAS, la mappa delle zone e degli alimenti contaminati in Veneto. Sono molti di più di quanto si pensasse

La missione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che cercherà di fare chiarezza su quanto accaduto, è attesa precisamente dal 30 novembre al 4 dicembre. Ne danno notizia con soddisfazione i gruppi che da anni si battono contro gli Pfas: Mamme No Pfas e Pfas Land. 

Come scrivono nel loro comunicato stampa congiunto: 

È stato accolto l’accorato appello dei genitori e cittadini del Veneto il 25 settembre del 2021. Una missione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in relazione alle Sostanze Tossiche verrà a tastare con mano la situazione, per trovare le risposte ad alcune domande. Quello che è successo nel nostro territorio è certamente un crimine ambientale. Ma quali sono gli effetti sulla popolazione di un disastro di tale portata? Siamo certi che siano stati rispettati i diritti delle centinaia di migliaia di cittadini che vivono in quest’area? Soprattutto il diritto all’informazione, alla salute, al rimedio effettivo? Ovvero sia gli articoli 2, 8, 10 e 13 sanciti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo?

Quello che i cittadini chiedono è “un processo/indagine e attenzione internazionale“.  Speriamo che stavolta ottengano quanto meritano dopo anni di battaglie per avere un ambiente pulito.

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Fonte: Mamme no Pfas / Pfas.land Facebook

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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