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Contaminazione da PFAS: tutti gli stagni analizzati sono contaminanti, il rapporto shock di questa città Usa

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Un’indagine condotta sulle acque di questo piccolo comune nel Massachusetts dimostra che la contaminazione da PFAS è ben più grave di quello che si pensa. E le conseguenze per la nostra salute sono gravissime

Nel luglio del 2020, l’idrologo Tom Cambareri ha iniziato la mappatura dell’area in cui vive, Barnastable (Massachusetts), alla ricerca di aree contaminate dagli PFAS e di corsi d’acqua che potessero essere invece utilizzati per incontrare la sempre crescente richiesta di acqua nel centro abitato. Il suo lavoro ha portato alla raccolta di campioni di acqua provenienti da 21 fonti d’acqua presenti nell’area, e i test di laboratorio condotti hanno mostrato che i composti PFAS sono presenti praticamente in ogni campione testato – con alcuni campioni che presentano livelli di PFAS di gran lunga superiori agli standard di sicurezza raccomandati per l’acqua potabile.

Gli PFAS sono un gruppo di sostanze chimiche prodotte dall’uomo che, se inalate o ingerite (per esempio, attraverso l’acqua), possono provocare molte malattie, danni al sistema immunitario e persino tumori. La peculiarità di queste sostanze, che è anche il problema più grande connesso alla loro presenza nell’ambiente, è che restano immutate nel tempo, non si degradano né si deteriorano – anzi, finiscono per accumularsi negli organismi contaminati. (Leggi anche: PFAS: cosa sono, perché sono pericolosi e li stiamo ritrovando ovunque)

L’uso di sostanze chimiche nell’industria è rimasto sostanzialmente non regolamentato a livello federale negli Stati Uniti, ma alcuni stati (fra cui proprio il Massachusetts) hanno iniziato a porre dei limiti alla contaminazione delle acque potabili per PFAS e altri composti chimici i cui effetti dannosi sulla salute umana sono stati già ben studiati. Lo scorso anno, lo stato del Massachusetts ha istituito un limite massimo di 20 nanogrammi per litro per un gruppo di sei composti PFAS (noti come PFAS6), affinché l’acqua possa essere dichiarata potabile.

Dei 21 campioni raccolti da Cambareri, ben 7 hanno mostrato livelli di PFAS6 superiori agli standard di potabilità. Il campione raccolto a Aunt Bettys Pond è quello che ha registrato il livello più alto: 141,4 nanogrammi di particelle per litro – quasi sette volte lo standard della potabilità. Oltre ad analizzare la contaminazione dell’acqua in relazione al gruppo PFAS6, Cabareri ha testato altri 18 composti PFAS la cui presenza non è stata ancora regolamentata dal governo. Tre campioni hanno mostrato livelli di PFAS superiori ai 200 nanogrammi per litro, tre hanno livelli superiori ai 100 Nanogrammi per litro, e cinque hanno mostrato livelli superiori ai 20 nanogrammi. Cambareri si è interessato, inoltre, di comparare i livelli di PFAS nelle acque degli stagni e nelle acque dell’impianto idrico pubblico prima del trattamento di decontaminazione: la comparazione ha confermato che i livelli di PFAS in stagni e corsi d’acqua erano correlati a quelli rilevati all’interno del villaggio.

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Fonte: Cape Cod Times

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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