Fuoriuscita di petrolio in Perù: è il più grave disastro ambientale del paese

Amazzonia perù

Grave fuoriuscita di petrolio nell’Amazzonia peruviana a causa del sabotaggio di alcune popolazioni indigene. Secondo quanto sostiene Petroperu, la compagnia petrolifera statale del Perù, sono fuoriusciti 8mila barili di petrolio. È il più grave disastro ambientale della storia del paese.

Alcuni esponenti della comunità di Mayuriaga, secondo Petroperu, avrebbero danneggiato l’oleodotto impedendo anche ai tecnici di effettuare le riparazioni. È accaduto circa una settimana fa, nella regione amazzonica di Loreto.

I cittadini ci hanno impedito di riparare la conduttura per impedire al petrolio di fuoriuscire“, ha detto Beatriz Alva Hart, portavoce di Petroperu.

Il gasdotto, che trasporta greggio dai giacimenti petroliferi dell’Amazzonia peruviana alla raffineria di Petroperu sulla costa del Pacifico, ha subito ripetuti attacchi negli ultimi due anni ma diversi sono stati anche gli sversamento dovuti alla mancanza di manutenzione.

L’attacco all’Oleoducto Nor Peruano (ONP) non è il primo, come ha confermato all’agenzia di stampa Andina il presidente della compagnia petrolifera James Atkins:

Il danno ecologico è enorme e irreparabile” visto che il petrolio ha raggiunto il fiume Mayuriaga, le cui acque confluiscono nel fiume Morona, affluente del Maranon.

Le condutture sono state danneggiate all’altezza del chilometro 193 della pipeline in un punto che si trova a 500 metri dalla comunità Mayuriaga.

Gli autori del sabotaggio avevano “rapito” due settimane fa per una ventina di lavoratori di Petroperu in segno di protesta contro le presunte irregolarità nelle elezioni locali tenutesi a ottobre.

Di fronte a questa minaccia, Petroperu aveva smesso di pompare petrolio attraverso l’oleodotto ma nonostante ciò nei tubi esso era ancora presente a una certa pressione nel momento in cui sono stati danneggiati.

“Su un totale di 108 incidenti subiti dall’oleodotto dall’inizio della sua attività, solo 11 sono stati causati da motivi tecnici. La grande maggioranza è stata causata da atti di terzi (63%) o da fenomeni naturali (25%)” precisa Petroperu.

Una situazione di grave instabilità con due schieramenti che si fronteggiano da anni: da una parte gli indigeni, dall’altra le compagnie petrolifere del paese. A farne le spese, ancora una volta, è l’ambiente. La foresta Amazzonica, un paradiso verde, si tinge di nero, si sporca di petrolio.

Un braccio di ferro di cui al momento non si vede la fine.

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Francesca Mancuso

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