Una chiazza di petrolio al largo della costa del Labrador sta mettendo in pericolo la sicurezza alimentare degli Inuit

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Nella penisola del Labrador c’è una chiazza nera che preoccupa la guardia costiera canadese. Acqua nera e lucente, forte odore per circa 13 chilometri, tutto fa pensare che si tratti di petrolio che potrebbe mettere a serio rischio la vita della biodiversità marina, ma anche degli Inuit, i discendenti delle popolazioni preistoriche dei Thule che occupano gran parte della costra atlantica del Labrador settentrionale.

Gli Inuit vivono di caccia e pesca, per questo la chiazza potrebbe causare dei seri problemi di sicurezza alimentare. Gli abitanti di labrador city hanno iniziato a sentire un odore acre qualche giorno fa e hanno visto che l’acqua diventava oliosa, provocando una lucentezza strana. Il sindaco Glen Sheppard ha detto:

“L’area in cui si è diffusa è abbastanza ampia. Tutto fa pensare che si tratti di una fuoriuscita di petrolio”.

Sul posto sta indagando una squadra ambientale, precisamente a Postville, ma copre parecchi chilometri. Il luogo, come dicevamo, è fonte di sostentamento degli Inuit. Il petrolio potrebbe causare la morte di pesci e molluschi e danneggiare tutto l’ecosistema creando seri problemi nella catena alimentare. Cosa abbia provocato questa fuoriuscita ancora non si sa, ma si pensa a un’opera di bonifica dei circa 3mila litri di acqua inquinati.

Secondo la National Oceanic and Atmospher Administration, un’agenzia scientifica americana interna al Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, se esposti al petrolio, i pesci possono incorrere in una crescita ridotta, ingrossamenti del fegato, variazioni del ritmo cardiaco e respiratorio, erosione delle pinne e compromissione della riproduzione. Le uova e le larve di pesce possono essere particolarmente sensibili agli impatti letali e subletali.

Secondo la Food and Drug Administration degli Stati Uniti, ci sono due modi in cui il petrolio può rendere i frutti di mare inadatti al consumo.Il primo è attraverso la presenza di determinati livelli di sostanze chimiche note come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), alcuni dei quali cancerogeni. L’olio è composto da molti prodotti chimici. Tuttavia, sono gli IPA cancerogeni o potenzialmente cancerogeni che destano maggiore preoccupazione perché possono essere dannosi se consumati in quantità sufficienti per un periodo di tempo prolungato. Il secondo modo in cui i frutti di mare possono essere considerati inadatti al consumo se sono contaminati.

Secondo una dichiarazione della Guardia Costiera canadese, non ci dovrebbero essere dubbi, si tratta di petrolio, ma da dove è partito il disastro ancora rimane un mistero. “Mi piacerebbe sapere cosa sta succedendo”, ha detto il sindaco, “Abbiamo inviato un elicottero per scattare foto, ma sono preoccupato”. Preoccupato per il potenziale impatto sulla fauna selvatica nella zona e per il fatto che i bambini nuotano spesso in quell’acqua.

Fonti: Cape breton post/Food safety news/SaltWire

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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