Disastro ambientale in Francia: petrolio invade le campagne. Pozzi a rischio e abitanti evacuati

petrolio francia

Ancora petrolio, ancora sversamenti. Questa volta a farne le spese sono stati i cugini francesi. Martedì scorso a Tragouët nel comune di Sainte-Anne-sur-Brivet, si è verificato un incidente a un oleodotto Total. La conduttura che trasporta il greggio dalla raffineria di Donges al deposito di Vern-sur-Seiche è stata danneggiata sversando una quantità ancora non precisata di petrolio.

Si parla di 550.000 litri ma anche di 380.000. Alcune case sono state evacuate e le famiglie sono state alloggiate provvisoriamente altrove. L’ennesimo incidente passato quasi sotto silenzio, eppure di petrolio e trivelle in questi giorni si parla molto in vista del referendum che il 17 aprile chiamerà gli italiani alle urne sulle trivellazioni in mare.

Ma torniamo in Francia. Secondo le prime ricostruzioni, un veicolo avrebbe perforato accidentalmente un oleodotto durante la mattina di martedì. L’incidente ha causato una grave fuoriuscita di petrolio a 10 km da Rennes. L’oleodotto, costruito nel 1964, è lungo 93 km. È sepolto lungo tutto il suo percorso e ha una capacità di 7200 m3. I prodotti contenuti al suo interno (benzina senza piombo, gasolio e olio combustibile) vengono spinti ad una pressione di 40 bar.

La prefettura della Loira-Atlantica ha cercato di rassicurare dicendo che tutti i mezzi sono stati mobilitati per affrontare le conseguenze della perdita e riparare l’oleodotto. Diverse squadre di vigili del fuoco sono al lavoro sul posto.

In ogni caso è stato raccomandato agli abitanti della regione di non usare l’acqua dei pozzi, anche se il sistema dell’acqua potabile non sarebbe interessato dal problema:

“Non c’è alcuna indicazione contro il consumo di acqua del rubinetto”, dicono le autorità francesi.

L’incidente è avvenuto proprio mentre i giudici americani condannavano la BP al risarcimento più alto mai richiesto per l’incidente della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico.

In Italia intanto il fronte dei Sì per il referendum sulle trivelle coglie la balla al balzo per ribadire l’importanza di andare alle urne e votare contro il prolungamento vita natural durante delle piattaforme entro le 12 miglia.

Che l’incidente francese sia un monito?

Francesca Mancuso

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