La disperata lotta per salvare gli uccelli dal petrolio in California

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È una corsa contro il tempo quella per salvare gli animali superstiti del disastro ambientale causato dalla  fuoriuscita di petrolio in California, ma la reale portata del danno sulla fauna marina non è ancora chiara. 

Il dottor Duane, veterinario californiano, è intento a curare uno dei volatili raccolti sulla spiaggia impregnata di petrolio. Da quando un oleodotto ha versato 500mila litri di greggio al largo della Orange Coast, numerosi medici si stanno impegnando per salvare gli esemplari superstiti, ma al momento solo una manciata di uccelli è stata recuperata. 

Gli uccelli marini sono spesso tra le prime vittime degli sversamenti di petrolio, perché le gocce di greggio che si depositano sulla sabbia e nelle zone umide possono raggruppare le loro piume, lasciandole intirizzite. Anche i mammiferi marini possono essere colpiti, poiché rischiano di ingerire involontariamente petrolio, mentre i danni alle zone umide costiere gravano specialmente sui pesci che qui vanno a deporre le uova. 

È ancora è troppo presto per avere contezza di quanti uccelli marini, mammiferi e altri animali saranno colpiti dal film oleoso che copre le aree paludose e galleggia sull’oceano.  

Le operazioni per il recupero degli uccelli imbrattati di petrolio sono partite da alcuni giorni. È probabile che nelle prossime ore sempre più volatili raggiungano le spiagge californiane perché, come dichiara Michael Ziccardi, direttore dell’Oiled Wildlife Care Network:
 
Gli uccelli hanno una temperatura corporea elevata; usano le loro piume quasi come una muta stagna per tenersi al caldo nell’ambiente marino. Se si sporcano, la loro prima risposta è riscaldarsi il più rapidamente possibile. Ecco perché di solito arrivano a terra velocemente, in modo che possano cercare di stare al caldo.
Per quanto riguarda i mammiferi marini, come delfini o balene, ancora non si hanno dati certi circa gli effetti sulla loro salute a lungo termine. Le foche e i leoni marini, ad esempio, non possono fare affidamento sulle loro pellicce, sporche di petrolio, mentre delfini o balene potrebbero involontariamente ingerire la sostanza. 
L’oliatura è un trauma, ma una percentuale di animali compresa tra il 50 e il 75% può essere riportata in natura dopo il periodo di degenza.
ha aggiunto Ziccardi.
 
In queste ore le squadre di soccorritori sono sul posto per raccogliere gli animali. Una volta portati presso il Centro Oiled Bird Care, gli esemplari vengono ripuliti dal petrolio e nutriti. Per gli uccelli, il percorso riabilitativo  richiede in media dai 10 ai 14 giorni. Una volta trascorso questo periodo, i volatili possono tornare liberi nel loro ambiente naturale. 
 
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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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