Peschereccio affonda nel paradiso dei cetacei: disastro ambientale alle Canarie (VIDEO)

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In Spagna è allerta ambientale: qui, alle Canarie, riserva mondiale dei cetacei, un peschereccio battente bandiera russa di 120 metri di lunghezza si è inabissato con 1.500 tonnellate di combustibile a bordo.

Lo stesso peschereccio russo Olev Nayvdon era stato denunciato ripetutamente da Greenpeace alla Commissione Europea perché impegnato in attività di pesca illegale in Senegal. Sia nel 2010 che nel 2012 la nave aveva cercato di nascondere nome e numero di matricola per evitare la denuncia. Anche le autorità senegalesi hanno denunciato più volte questa barca, l’ultima nel 2014, quando pescava nonostante nel 2012 le fosse stata revocata la licenza.

Cosa è accaduto alle Canarie – La grossa nave da pesca è affondata a causa un incendio a bordo di grandi proporzioni e dopo essere stato allontanato ieri sera, intorno alle 22, dal porto di Las Palmas, dov’era alla fonda. Non si sa ancora cosa abbia fatto divampare il fuoco, ma quel che è certo è che il peschereccio aveva i serbatoi carichi di gasolio nel momento in cui è salpato.

Esattamente come accadde per la petroliera “Prestige”, naufragata 13 anni fa al largo delle coste della Galizia, invece di portare la nave verso un porto, dove sarebbe stata più facile la gestione dell’emergenza provocata dall’incendio a bordo, è stata portata in acque aperte, dove è naufragata.

Ora la nave è a 2.400 chilometri di profondità in un’area di correnti marine profonde, ad appena 15 miglia da una zona ad alta sensibilità ambientale, molto frequentata da diverse specie di cetacei e tartarughe marine.

Secondo i dati di Greenpeace, il combustibile del peschereccio, chiamato IFO 380, ha caratteristiche simili al combustibile impiegato dal Prestige, molto denso e viscoso, poco solubile in acqua.

Il video dell’azione di Greenpeace contro il peschereccio Olev Nayvdon impegnato in attività di pesca illegale:

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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