Dai gasdotti italiani stanno fuoriuscendo emissioni di metano fino a oggi occulte, ed è gravissimo

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Un inquinante invisibile ed estremamente pericoloso sta avvelenando l’Europa: il metano, che fuoriesce dalle centinaia di perdite dei gasdotti sparsi tra alcuni stati dell’Unione Europea. L’indagine della Clean Air Task Sforce svela i colpevoli. 

Utilizzando una telecamera a infrarossi, la ONG Clean Air Task Force (CATF) ha documentato la fuoriuscita delle emissioni di metano dagli impianti di petrolio e gas in tutta Europa. Finora, l’organizzazione ha visitato oltre 150 siti in sette paesi europei e ha riscontrato un’ingente quantità di inquinamento nella maggioranza dei siti.

In occasione dell’avvio della campagna CutMethaneEU, CATF ha rilasciato diversi filmati girati in Italia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Germania e Austria. I video di questi paesi sono disponibili online insieme alle informazioni sulle emissioni di metano in Europa. La petizione  consente ai cittadini di richiedere un intervento rapido sull’inquinamento da metano.

Nel nostro Paese sono tre i siti documentati:

  • Due bocche che rilasciano significative concentrazioni di metano sulle colline delle Cinque Terre da un terminale di rigassificazione di GNL. 
  • Uno scarico che emette una quantità significativa di metano dal più grande deposito di gas sotterraneo d’Italia a Minerbio (nord-est di Bologna)
  • Uno scarico di metano da un deposito sotterraneo a Bardolino (Lago di Garda)

Siamo rimasti tutti scioccati da quanto siano pervasive le emissioni di metano in tutta Europa

ha affermato James Turitto, responsabile dell’indagine.

Con una telecamera a infrarossi sono stato in grado di trovare molte perdite in ogni Paese che ho visitato.

Nei prossimi mesi, CATF ha programmato ulteriori visite e continuerà a rilasciare nuove prove delle emissioni di metano per tutto il 2021.

Nei primi 20 anni nell’atmosfera, il metano ha un effetto serra che è circa 80 volte più potente dell’anidride carbonica ed è responsabile di almeno il 25% del riscaldamento globale. Inoltre, le emissioni di metano sono aumentate molto più velocemente di quanto previsto dall’Accordo di Parigi. 

Per questo il  Global Methane Assessment, uno studio di riferimento dell’UN Enviroment Programme sull’abbattimento del metano pubblicato a maggio, chiede di diminuire del 40% le emissioni globali di metano entro il 2030; la richiesta include una riduzione del 65% di carbone, petrolio e gas metano. Secondo le stime, questi provvedimenti permetterebbero di evitare un surriscaldamento del pianeta pari a 0,3 gradi.

Nonostante i danni gravissimi, anche se alcuni Stati membri richiedono alle aziende di segnalare le perdite, non esiste un quadro generale che costringa le imprese a un monitoraggio o a risolvere questo problema. 

Politiche intelligenti possono ridurre le emissioni di metano del 70% entro il 2025.

ha affermato Jonathan Banks , direttore internazionale di CATF, Super Pollutants.

Stiamo parlando di una corretta manutenzione degli impianti. Le compagnie petrolifere e del gas non se ne preoccupano perché non sono costrette, quindi preferiscono investire i soldi diversamente. I responsabili politici devono intervenire, sia all’interno dell’UE che per le aziende che esportano combustibili fossili negli Stati membri dell’UE.

Finalmente, vista la situazione, la Commissione Europea sta preparando una legge che obbligherà le compagnie petrolifere e del gas a controllare le emissioni di metano, migliorare il rilevamento e riparare le perdite. Sarà in vigore nel 2023 con l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni nette dei gas entro il 2030.

La promessa  di una legislazione sulle emissioni di metano porta un po’ di speranza per un futuro migliore. Tuttavia, c’è ancora molto lavoro da fare: dobbiamo contribuire alla riduzione delle emissioni mondiali di metano, applicando degli standard alle importazioni e proponendo un accordo globale.

Gli impegni volontari non bastano per arginare la crisi climatica e non porteranno a tagliare le emissioni in maniera consistente. Abbiamo bisogno di misure urgenti e concrete per il benessere del Pianeta: se abbiamo qualche speranza di raggiungere l’aumento di “solo” 1,5 gradi Celsius della temperatura media globale, così come stabilito nell’ Accordo di Parigi, uno dei passi da compiere è fermare quanto prima le perdite di metano. 

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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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