Un miliardo di ostriche per salvare le coste dall’inquinamento e dalle catastrofi naturali

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

L’idea è veramente ambiziosa, quella di allevare un miliardo di ostriche entro il 2035 per rigenerare il porto di New York. A lanciarla sono i giovani che partecipano al progetto Billion oyster che vuole ridurre l’inquinamento e ricreare un ecosistema sostenibile.

Un progetto che unisce giovani, scuole e ristoratori e che con gli anni sta crescendo sempre di più dando buoni frutti. Nel 2012 l’uragano Sally colpisce New York, oltre ai danni su persone e case, ci sono quelli sulle acquacolture e sulle spiagge, causando addirittura carenze di cibo per parecchi giorni.

Le fasce costiere della zona sono sempre state famose per le barriere di ostriche estese per addirittura 90mila ettari. Ostriche che naturalmente riescono a filtrare l’acqua, depurandola dai nitrati e da metalli, tossine e batteri. Una singola ostrica è in grado di filtrare fino a 50 litri d’acqua al giorno. Ed è per questo che i giovani di Billion Oyster hanno già coltivato 28milioni di ostriche grazie anche agli studenti delle scuole superiori sensibili al tema dei cambiamenti climatici. Ricreare queste barriere può di fatto, riequilibrare l’ecosistema: le ostriche agiscono come frangiflutti naturali lungo le coste, il che riduce la forza con cui le onde degli uragani e altre tempeste colpiscono la terra. Una vera e propria barriera anti-erosione che attira anche altre specie ricostruendo la catena alimentare.

ostriche barriera

Il progetto funziona così: i ristoratori che comprano ostriche in diverse zone degli Stati uniti, donano poi le conchiglie ai volontari che allevano le larve prima del trasferimento in mare.

“Le motivazioni per l’installazione di una barriera corallina a Coney Island Creek hanno a che fare sia con una questione di consapevolezza quanto di ripristino dell’ecosistema”, dicono i volontari.

Da un lato, quindi creare un luogo più sicuro e meno inquinato per la popolazione, dall’altro interagire con l’ecosistema in maniera non invasiva, cercando di tutelare l’ambiente.

Foto

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook