Somministrare un particolare ormone alle mucche per ridurre le emissioni. È davvero questa la soluzione?

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Trattamenti ormonali per ridurre le emissioni di CO2 delle mucche? È la soluzione presentata da una nuova ricerca condotta dalla University of Nottingham e pubblicata su PLOS ONE. In pratica, suggerisce l’uso di trattamenti ormonali mirati per un’industria lattiero-casearia più efficiente e sostenibile, che riduca le emissioni di gas serra.

Questo perché entro il 2050 si prevede che la crescita in dimensioni e ricchezza della popolazione umana in tutto il mondo porterà a una domanda senza precedenti di alimenti di origine animale. Ma i limiti delle risorse naturali implicano che l’aumento della produttività agricola necessaria per rispondere a questa domanda debba essere ecologicamente sostenibile, sostengono i ricercatori. I trattamenti ormonali per sostenere la riproduzione delle vacche da latte potrebbero, secondo loro, soddisfare questi obiettivi.

“I trattamenti ormonali di routine potrebbero migliorare l’efficienza ottenendo più mucche gravide rispetto a prima. Questo è migliore per l’ambiente come per ogni litro di latte prodotto; sarebbero necessari meno animali, il che genera meno rifiuti. Questo vale per qualsiasi razza di mucca e per la maggior parte delle aziende agricole, ad eccezione di quelle che sono già eccezionalmente ben gestite“, spiega il dottor Simon Archer della School of Veterinary Medicine and Sciences.

I risultati? Per un branco medio nel Regno Unito ci sarebbe una riduzione delle emissioni di metano equivalente al potenziale di riscaldamento globale di due auto, una casa di famiglia o 21 barili di petrolio. L’agricoltore risparmierebbe a sua volta almeno 50 sterline a vacca ogni anno in costi di produzione. I trattamenti ormonali di routine sarebbero quindi finanziariamente sostenibili in molte aziende agricole. Peccato che esistano altre opzioni molto più semplici e dirette per ridurre inquinamento ed emissioni provocate dall’allevamento di mucche: ridurre, se non eliminare, il consumo di prodotti animali.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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