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Orchidelirium, ovvero collezionare follemente orchidee (causandone l’estinzione)

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Il florido mercato nero delle orchidee sottrae specie rare al loro habitat selvaggio prima ancora che queste siano analizzate dagli scienziati. Una delle più antiche squadre di polizia britannica è al lavoro per contrastare questo  fenomeno nei giardini reali di Kew.

C’è una squadra speciale della polizia inglese al lavoro nei meravigliosi Royal Botanic Gardens di Kew. Il suo compito è innanzitutto quello di tutelare i quasi due milioni di visitatori che il parco accoglie ogni anno. Ma è anche quello di proteggere le rarissime specie di piante che si trovano ospitate nei giardini, e di impedire che i turisti non portino via piante e fiori per far fiorire il commercio illegale di specie rare.

Abbiamo visto persone arrampicarsi sulle mura di confine dei giardini. Ecco perché abbiamo attuato un sistema di sicurezza h24, utilizzando anche telecamere di videosorveglianza – spiega John Deer, responsabile della sicurezza del parco. – Ma le orchidee sono certamente le specie più protette. Le orchidee che ospitiamo, così particolari e rare, sono protette da teche di vetro e le persone non possono toccarle. Così cerchiamo di proteggere la specie.

L’Orchidelirium non è infatti un fenomeno nuovo, ma ha profonde radici nell’era coloniale – quando, durante l’età vittoriana, i nobili inglesi facevano a gara per recuperare gli esemplari più particolari, esotici e rari di questo splendido fiore.

Oggi la spasmodica caccia all’orchidea sembra essere tornata di moda – complice anche l’uso dei social media come piazza virtuale per il mercato nero di questi fiori. Diversamente da quanto accadeva nell’epoca vittoriana, lo staff dei giardini reali non porta più manette né indossa un’uniforme della polizia, ma la guardia non si è abbassata – i ladri di orchidee possono colpire in ogni momento.

(Leggi: Difensori delle orchidee, contro il bracconaggio dei fiori spontanei protetti)

Le orchidee sono tra le famiglie di piante con fiori più numerose e variegate al mondo: sono infatti circa 28.000 specie di piante conosciute dagli scienziati, che coprono appena l’8% di tutte le orchidee presenti in natura. Sono state trovate in tutti i continenti eccetto nell’Antartico, e sono in grado di sopravvivere ad altitudini elevate come anche in zone semidesertiche.

C’è un florido commercio illegale di orchidee – spiega Michael Fay, ecologo e ambientalista che collabora con i botanici dei giardini reali di Kew. – Se una nuova specie di orchidea viene descritta, spesso l’esatta posizione all’interno del parco non viene fornita, per evitare che i ladri possano metterci le mani. sono documentati casi di furto di specie appena scoperte nel Sud-est asiatico. E, addirittura prima che vengano ufficialmente descritte dagli studiosi, intere popolazioni di questi fiori selvatici vengono strappati dal loro ambiente naturale, estinguendosi. Una delle iniziative che il parco sta portando avanti, da oltre trent’anni, è la reintroduzione in natura di orchidee rubate dall’uomo attraverso una impollinazione artificiale fatta a mano su dei fiori nati e cresciuti nel parco e poi portati nell’ambiente naturale.

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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