Scienziati prevedono ondate di caldo estreme fino a 56 °C nei prossimi 30 anni. Le conseguenze saranno devastanti

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In un futuro non molto lontano in regioni come il Nord Africa e il Medio Oriente le temperature potrebbero arrivare fino a 56 gradi Celsius nelle aree urbane. È ormai noto che il riscaldamento globale è un fenomeno che riguarda l’intero Pianeta, ma in questi territori ondate anomale di caldo metterebbero a rischio la vita di esseri umani e diverse specie animali, persino quelle più abituate a tollerare i picchi di calore, ad esempio i cammelli. A suggerirci questo drammatico scenario è una nuova ricerca scientifica condotta da un team internazionale di ricercatori e pubblicata sulla rivista Npj Climate and Atmospheric Science

“Ignorare i segnali dei cambiamenti climatici e non agire nel ridurre le emissioni di gas serra porterà a ondate di calore estreme e pericolose per la vita nella regione, con gravi impatti sulla popolazione della zona” avvertono gli scienziati. 

Temperature fino a 56 °C, con impatti drammatici sull’uomo e sulla biodiversità 

La ricerca scientifica sule future ondate di calore nell’area è stata portata avanti dagli esperti del Climate and Atmosphere Research Center (CARE-C) del The Cyprus Institute e del Max-Planck-Institut für Chemie, con il contributo di altri ricercatori.

“I nostri risultati indicano che nella seconda metà di questo secolo si registreranno ondate di caldo estremo senza precedenti. Questi eventi comportano temperature eccessivamente elevate (anche oltre i 56°) e avranno una durata prolungata (diverse settimane), rivelandosi potenzialmente pericolose per la vita dell’uomo.” – spiegano gli esperti che hanno esaminato le proiezioni in termini di future ondate di calore, classificandole in base all’Heat Wave Magnitude Index – “Entro la fine del secolo, circa la metà della popolazione che vive nelle regioni del Nord Africa e del Medio Oriente (circa 600 milioni di persone) potrebbe essere esposta a ondate di calore super e ultra-estreme ricorrenti ogni anno.”

ondate caldo Africa Medio Oriente

@Npj Climate and Atmospheric Science

Insomma, le temperature elevate fino a 56° ed oltre non rappresenterebbero più degli episodi rari, ma diventeranno ricorrenti nella cosiddetta area MENA (Middle East and North Africa). E le ondate di calore estremo avranno una serie di conseguenze drammatiche sia per l’agricoltura e la biodiversità che per la salute umana di milioni di persone che vivono in queste regioni, dove le temperature sono già abbastanza elevate.   

“Per quanto riguarda gli impatti sulla salute umana, in particolare, l’esposizione a temperature elevate è associata a crampi da calore, sincope da calore, esaurimento da calore e colpi di calore, soprattutto tra gli anziani e soggetti con affetti da patologie cardiovascolari e respiratorie” si legge nella ricerca.

Invece, per quanto concerne la fauna, gli animali che soffrirebbero maggiormente per via delle ondate di calore sono innanzitutto i bovini, i caprini e i cammelli che vivono in “aree ad alta vulnerabilità”.

ondate caldo Africa Medio Oriente

@Npj Climate and Atmospheric Science

ondata caldo mena

@Npj Climate and Atmospheric Science

Il primo studio dettagliato sulle ondate di calore in Nord Africa e in Medio Oriente 

Quello pubblicato recentemente rappresenta il primo studio dettagliato sulle future ondate di calore nell’area MENA.

“La comunità scientifica che si occupa di modellistica climatica regionale è concentrata principalmente in Europa e Nord America” – spiegano gli esperti della Fondazione CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici – “C’è ancora poco interesse e ci sono pochi finanziamenti per studiare gli impatti dei cambiamenti climatici nella regione del Mediterraneo e del Nord Africa. Avere uno studio così importante e dettagliato su quest’area, ancora povera di dati e conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici, è per noi un grande successo.”

Per evitare che le ipotesi degli scienziati possano trasformarsi presto in realtà, è necessario intervenire immediatamente con misure efficaci contro i  cambiamenti climatici. 

“Le ondate di calore sono tra i principali impatti dei cambiamenti climatici che interessano l’area mediterranea, Italia compresa” – sottolinea Edoardo Bucchignani, ricercatore del CMCC, che ha preso parte alla ricerca. “Finalmente esiste uno studio valido focalizzato su questa regione, con dati scientifici in grado di supportare e guidare i decisori nel gestire per tempo questi impatti, per proteggere la salute dei cittadini, soprattutto di quelli più vulnerabili.”

Fonte: Npj Climate and Atmospheric Science/CMCC

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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