Olio di palma: le foreste indonesiane saranno completamente distrutte entro il 2020 (PETIZIONE)

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L’olio di palma distrugge le foreste e provoca altissimi livelli di inquinamento. È il momento di dire basta. L’olio di palma rappresenta , a partire dall’Indonesia, dove la questione sta raggiungendo livelli insostenibili.

Le popolazioni di Indonesia, Malesia e Singapore sono costrette a respirare aria inquinata a livelli record perché una spessa coltre di smog ricopre vaste aree del loro territorio. La situazione è così grave che in alcuni casi alle popolazioni è stato raccomandato di rimanere il più possibile all’interno delle proprie abitazioni. Oltre 2000 scuole sono state chiuse a causa dell’inquinamento.

È importante ricordare che la produzione di olio di palma non riguarda soltanto il settore alimentare. L’olio di palma viene utilizzato anche per produrre biocarburanti. È evidente, però, che i biocarburanti ricavati dall’olio di palma non sono per nulla sostenibili visti i danni ambientali causati dalla coltivazione di palme da olio con annessi incendi e distruzione di foreste che vengono perse per sempre.

L’Indonesia brucia per il nostro olio di palma. A ricordarlo è la petizione per dire stop alla produzione di olio di palma lanciata da Salviamo La Foresta. Gli incendiari sono soprattutto le compagnie palmicultrici e del legno.

La petizione chiede al Governo indonesiano di denunciare i colpevoli e di chiudere immediatamente le aziende responsabili. Le foreste continuano a bruciare, centinaia di persone fuggono dal fuoco, anche gli animali fuggono o vanno incontro alla morte. Gli incendi vengono appiccati dalle compagnie palmicultrici persino nei parchi nazionali e nelle torbiere. solo per la brama dell’olio di palma, da destinare soprattutto alla produzione di biocombustibili.

Si tratta di una vera e propria catastrofe internazionale che minaccia ambiente, persone e animali. Gli incendi sono proibiti in Indonesia eppure le foreste continuano a bruciare e nessuno viene punito.

Salviamo La Foresta esige che a pagare per i loro crimini non siano soltanto i produttori ma anche le aziende che trasformano l’olio di palma in prodotti di consumo e in biocombustibile. Tra queste aziende troviamo Unilever, Nestlé, Henkel e Neste Oil, realtà olandese che produce biodiesel utilizzato in Europa.

Il WWF ricorda che l’olio di palma è il grasso vegetale più usato al mondo con un consumo che cresce anno dopo anni. La palma da cui si estrae questo olio si chiama Elaeis guineensis e viene coltivata soprattutto in Indonesia e Malesia.

Indonesia e Malesia producono circa l’87% dell’olio di palma utilizzato nel mondo. La coltivazione delle palme da olio sta portando alla distruzione delle foreste tropicali ed è una delle cause principali della scomparsa delle ultime foreste dell’isola di Sumatra, in Indonesia. Sull’isola di Sumatra vivono oranghi, elefanti, tigri e rinoceronti, specie sempre più a rischio di cui ormai rimangono solo poche centinaia di esemplari.

Di questo passo le foreste indonesiane saranno completamente distrutte entro il 2020. All’industria alimentare viene richiesto di eliminare dai propri prodotti l’olio di palma insostenibile. Da cittadini, possiamo imparare ad evitare i prodotti poco sostenibili e a consumare meno e meglio.

Firma qui la petizione per dire stop all’olio di palma che distrugge le foreste.

Marta Albè

Fonte foto: Salviamo La Foresta

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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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