L’oleodotto Keystone perde quasi 80mila litri di petrolio, disastro ambientale nel Dakota del Sud

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Il petrolio fa ancora danni. L’equivalente di circa 5.000 barili pari a 800mila litri sono fuoriusciti ieri dalla Keystone Pipeline, nel South Dakota, invadendo un campo erboso nella parte nord-orientale dello stato.

Lo sversamento è avvenuto nei pressi di Amherst e arriva pochi giorni prima che gli amministratori del vicino Nebraska decidano se concedere o no il permesso finale necessario a iniziare la costruzione di una parte delle condotte del Keystone XL. L’annuncio ufficiale è atteso per lunedì.

“Questa non è una piccola fuoriuscita da nessuna prospettiva”, ha detto Kim McIntosh, scienziato ambientale del Dipartimento dell’Ambiente e delle Risorse Naturali del Sud Dakota.

Dal canto suo, la TransCanada, società che gestisce l’impianto ha chiuso la conduttura e ha confermato la perdita petrolio. È già partita un’indagine per accertare le cause della fuoriuscita.

“TransCanada apprezza il supporto collaborativo dei funzionari locali, del personale addetto alle emergenze e dei commissari della contea di Marshall, nonché il proprietario terriero che ha dato il permesso di accedere al terreno per le attività di valutazione, identificazione e pulizia” ha fatto sapere la società.

Ma la situazione è davvero grave, come mostra una foto dello sversamento, pubblicata su Twitter.

Keystone fa parte di un sistema di condutture lungo 2.687 miglia, circa 4300 km e trasporta petrolio greggio dall’Alberta in diversi punti negli Stati Uniti, tra cui Illinois e Oklahoma.

Un reporter di The Aberdeen American News, presente sul posto al momento dello sversamento, ha fatto sapere che tutta l’area era bloccata dai veicoli di emergenza. Non sono mancate le proteste da parte di cittadini e associazioni che da anni si oppongono alla realizzazione del Keystone XL, un enorme sistema che verrebbe integrato a quello già esistente

Dopo il via libera dato da Trump la scorsa primavera, adesso si attendono i permessi necessari per concretizzare il progetto in Nebraska, Montana e South Dakota. L’oleodotto ha come obiettivo quello di unire alle raffinerie presenti negli Usa i giacimenti di sabbie bituminose, qualcosa come 800 mila barili di petrolio dal Canada al Nebraska da dove poi partiranno le altre reti secondarie verso gli impianti di raffinazione.

“Abbiamo sempre detto che la questione non è se un oleodotto si riverserà, ma quando, e oggi TransCanada ci sta dando ragione,ha detto Kelly Martin del Sierra Club. “Questa non è la prima volta che la pipeline di TransCanada versa sabbie bituminose tossiche, e non sarà l’ultima.”

Circa 90 proprietari terrieri del Nebraska non hanno firmato la servitù a TransCanada e hanno chiesto di non rilasciare alcun permesso per il progetto. La Commissione del servizio pubblico del Nebraska prevede di annunciare lunedì mattina se dare i permessi, l’ultimo ostacolo normativo prima dell’inizio della costruzione di Keystone XL.

La fuoriuscita di ieri è una delle più gravi degli ultimi anni. Nel 2010 quasi 4 milioni di litri di petrolio vennero fuori da un oleodotto nel fiume Kalamazoo nel Michigan, e nel 2015 finirono nel fiume Yellowstone nel Montana 190.000 litri di petrolio, contaminando le acque.

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Gli oleodotti sono sottoposti a un controllo più approfondito da quando migliaia di manifestanti si sono radunati vicino alla riserva Standing Rock Sioux nel Nord Dakota l’anno scorso per protestare contro l’oleodotto Dakota Access.

Il sito dello sversamento di giovedì era vicino ai confini della Lake Traverse Reservation, sede della tribù Sisseton Wahpeton Oyate.

Per chi volesse approfondire, questi sono i rischi in ballo se passa anche il Keysotne XL.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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