Nucleare: le centrali influiscono sulla sopravvivenza dei pesci?

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Pesci a rischio per colpa delle centrali nucleari di New York? Secondo le autorita’ federali non e’ cosi’. L’utilizzo da parte della centrale nucleare Indian Point Energy Center, che fornisce il 18% dell’energia di cui ha bisogno l’area metropolitana di New York, delle acque del fiume Hudson per raffreddare il reattore non incide sulla sopravvivenza degli storioni.

Nemmeno su quelli di specie già considerate a rischio estinzione. È questa la conclusione a cui è giunto il National Marine Fisheries Service. Il dipartimento federale ha, infatti, reso noto il suo documento di 168 pagine, preparato su richiesta della Nuclear Regulatory Commission per capire se estendere o meno di 20 anni la licenza all’impianto. Si tratta di un’ulteriore tassello di una lunga vicenda, balzata all’onore delle cronache nel 2010, quando il Department of environmental conservation (Dec) si rifiutò di concedere il “Water Quality Permit” all’Energy Nuclear (Entergy), proprietaria della centrale.

Soprattutto perché per raffreddare i suoi reattori l’impianto risucchia ogni giorno fino a 2,5 miliardi di galloni di acqua del fiume Hudson, insieme a un miliardo di organismi viventi, comprese le uova dello storione nasocorto in via di estinzione, che vengono risputati nel fiume morti o feriti. La colpa è sia per l’alta temperatura in uscita, di oltre 25 gradi superiore a quella di entrata, sia del fatto che rimangono intrappolati nelle pompe.

Dalla sua, il Dec aveva uno studio del 2008 dell’Ong Riverkeeper, che rilevava come dal 1970 la centrale avesse contribuito a una riduzione dal 10 al 13% della fauna ittica. Le licenze per due reattori dell’Indian Point, il numero 2 entrato in funzione nel 1974 e il numero 3 del 1976, scadranno rispettivamente quest’anno e nel 2015. Gli impianti sono autorizzati a restare accesi fin quando non verrà presa una decisione sulla licenza. È una storia ancora da scrivere, che si spara possa terminare con un “happy end” per l’ambiente e per la biodiversità.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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