Nucleare: 300 litri di acqua radioattiva provenienti dalla centrale di Palisades riversati nel lago Michigan

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Nucleare. I problemi legati alle emissioni radioattive presso la centrale nucleare di Palisades, negli Stati Uniti, hanno avuto inizio la scorsa estate, quando la presenza di un serbatoio difettoso e di perdite di acqua radioattiva provenienti da esso hanno portato alla chiusura dell’impianto. Entergy, proprietaria della centrale, ha deciso di rattoppare la perdita e di riavviare comunque il reattore.

La speranza è che la questione fosse così risolta e che tutto andasse dunque per il meglio, ma pare che purtroppo non sia stato così, secondo quanto riportato da parte di Grist e Detroit Free Press. Il serbatoio ha iniziato a perdere di nuovo, seppur rimanendo al di sotto del limite permesso, evenienza che ha spinto i proprietari a sperare nuovamente per il meglio.

Lo scorso sabato la perdita di acqua radioattiva sarebbe passata da un semplice zampillo ad un vero e proprio fiotto, complicando le operazioni per arginarla. Quasi 80 galloni, corrispondenti a circa 300 litri di acqua radioattiva contenente piccole quantità di trizio e probabili tracce di cobalto e di cesio hanno raggiunto le acque del lago Michigan. Domenica mattina la centrale nucleare ha iniziato ad essere portata verso lo spegnimento. Si tratta della nona occasione di blocco della centrale a partire dal 2011.

Secondo alcune dichiarazioni rilasciate da parte di Viktoria Mitlyng, portavoce della Nuclear Regulatory Commission, l’acqua contenente particelle radioattive sarebbe giunta nel lago Michigan ormai diluita e non avrebbe provocato danni ad un lago contenente oltre 900 mila litri d’acqua non contaminata.

Il problema legato alla sicurezza della centrale nucleare di Palisades rimane, dato che proprio per motivi legati ad essa il funzionamento degli impianti è stato fermato di frequente nel corso degli ultimi due anni. Riguardo la produzione di energia nucleare, la sicurezza dovrebbe sempre essere considerata come un aspetto fondamentale e di primaria importanza.

Sebbene, secondo quanto dichiarato da parte di Ronald Gilgenbach, presidente del dipartimento di ingegneria nucleare dell’Università del Michigan, la quantità di radiazioni emesse non dovrebbe suscitare alcuna preoccupazione tra la popolazione, resta da appurare se, non soltanto negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo, le centrali nucleari funzionanti siano dotate di sistemi di sicurezza e di piani di intervento adatti a cui ricorrere in caso di emergenza al fine di salvaguardare l’ambiente ed i cittadini.

Marta Albè

Nucleare: tubo riparato con manici di scopa e nastro adesivo nella centrale di Sant’Onore’

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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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