Norma “sblocca reti”: la Prestigiacomo rivendica il potere sulle centrali

StefaniaPrestigiacomo

Sempre carina, sorridente, impeccabile, ma soprattutto ubbidiente. E con le lacrime. Ci eravamo abituati a vederla così, ma quando in ballo c’è il potere, anche Stefania Prestigiacomo sa tirare fuori gli artigli e sbraitare contro il provvedimento che mette in pericolo l’autorità della sua poltrona.

A far sollevare l’ira della ministra, l’articolo 4 del DDL anti crisi attualmente al vaglio della Camera che metterebbe in mano a commissari straordinari individuati dal ministero dello Sviluppo economico di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e sentito quello per la Semplificazione normativa, le procedure autorizzative e tutte le attività di competenza delle amministrazioni pubbliche relative alla realizzazione di centrali elettriche, comprese quelle nucleari appena reintrodotte.

Norma “sblocca-reti” è stata definita, ma che la Prestigiacomo ha appellato come “assurda” in un’intervista al Giornale e considerato come un’ingerenza inaccettabile con il suo Ministero: “una norma che, in barba all’opinione del ministro competente, in spregio alla tutela ambientale prevista dalla Costituzione, rischia di provocare gravi danni al territorio e la sollevazione delle popolazioni interessate”.

Sentirsi esclusi non fa certo piacere a nessuno e a chi sostiene, come Confindustria, che l’obiettivo di tale provvedimento è quello di snellire i procedimenti di autorizzazione delle centrali troppe volte incagliati nella burocrazia del Ministero dell’Ambiente, la Prestigiacomo rivendica il suo operato svolto in questi 13 mesi di governo:”Non è possibile che dopo un anno passato a lavorare come muli, rimuovendo incrostazioni ideologiche e lentezze burocratiche, ora che la macchina delle autorizzazioni funziona a ritmo serrato, si decida un’assurdita’ del genere”. E, in piena polemica con Roberto Calderoli: “Non si puo’ credere di far passare, agitando la bandiera della semplificazione, lo spostamento di poteri da un ministero all’altro…”.
Da “gladiatora” conclude poi difendendo coi denti l’autorità e l’opportuntià del suo dicastero: ”Qui e’ in ballo il patrimonio ambientale dell’Italia, la prima delle ricchezze del Paese, nonché la salute dei cittadini. Cose sulle quali – sottolinea con forza – non si può scherzare, per dare un po’ più di potere all’uno o all’altro. Lo trovo incomprensibile, tanto più che il mio ministero non fa certo sconti a nessuno, ed è l’autorità che può garantire la trasparenza necessaria che abbiamo messo come nostro primo comandamento”.

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