Marea nera: contadini nigeriani fanno causa alla Shell

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Alcuni contadini nigeriani hanno deciso di interpellare un tribunale olandese affinché pvenga stabilito se Shell possa essere ritenuta colpevole di aver inquinato i loro campi e le acque ad essi circostanti per via delle perdite di petrolio provenienti dagli oleodotti della compagnia petrolifera. La causa potrebbe generare un precedente per quanto riguarda le responsabilità delle compagnie petrolifere nel loro operato all’estero.

I nigeriani che hanno espresso la propria volontà di chiedere giustizia vivono nella zona del delta del fiume Niger, dove quest’ultimo sfocia nell’Oceano Atlantico. La zona vede la presenza di numerose raffinerie e strutture volte a raccogliere il petrolio e distribuirlo in tutto il mondo, operazioni che non di rado generano situazioni rischiose e provocano inquinamento.

Le perdite di petrolio provocate da Shell avrebbero provocato la rovina delle coltivazioni e l’inquinamento delle acque utilizzate per l’irrigazione e per le necessità quotidiane. “Se bevi dell’acqua, in realtà stai bevendo petrolio. Se mangi del pesce, mangi petrolio. Se respiri, respiri petrolio” – ha dichiarato Eric Dooh ai giornalisti al di fuori del tribunale.

Ed ha aggiunto: “Ciò che mi aspetto oggi è giustizia. Spero che i giudici procedano con la nostra causa, provino empatia nei nostri confronti e pensino all’ambiente, per richiedere a Shell di applicare gi standard internazionali quando si trova ad operare in Nigeria”. Quali sono state finora le risposte di Shell rispetto alle accuse relative all’inquinamento dovuto agli sversamenti di petrolio in Nigeria?

Shell si difende sostenendo che quanto accaduto possa essere stato causato da un sabotaggio e che ragioni di sicurezza hanno impedito alla compagnia petrolifera di effettuare operazioni di bonifica all’interno dell’area interessata dalla presenza di petrolio. In precedenza, un tribunale olandese si era pronunciato in difesa di Shell riguardo al sabotaggio degli oleodotti, ma ora i contadini nigeriani sperano che quanto ammesso in precedenza possa essere ritirato. Secondo i nigeriani, l’oleodotto di Shell era corroso e malfunzionanti.

Shell ha iniziato ad estrarre petrolio in Nigeria a partire dalla fine degli anni ’50 ed ora il Paese africano rappresenta una delle maggiori fonti di oro nero per gli Stati Uniti. Alcune delle strutture utilizzate da Shell sono datate e danneggiate e possono causare gravi danni per l’ambiente, secondo il popolo nigeriano. Il verdetto finale dovrebbe essere pronunciato a gennaio 2013. Nel frattempo Shell avrà pagato la multa da 5 miliardi di dollari che le era stata prospettata?

Marta Albè

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