È nata Nargis. Ora siamo ufficialmente in 7 miliardi

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L’avevamo annunciato qualche giorno fa. Entro il 31 ottobre sulla Terra, secondo i dati forniti lo scorso 26 ottobre dall’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione. Il settimo miliardesimo essere umano, che ci avrebbe consentito di raggiungere tale cifra pare sia una bambina di nome Nargis, nata oggi in un villaggio dello stato settentrionale dell’Uttar Pradesh, in India.

Ad annunciarlo è stata un’organizzazione non governativa che ha simbolicamente scelto la neonata venuta alla luce alle 7.20 ora indiana (2.50 in Italia) in un ospedale del villaggio di Sunheda, a una ventina di chilometri dal capoluogo di Lucknow.

Ma c’è chi dice che l’ultimo nato sia nelle Filippine, ancora una volta una femminuccia, Danica May Camacho, nata nella capitale Manila appena due minuti prima della mezzanotte. Il primato è difeso con tenacia dalle autorità filippine, pronte a documentare la nascita antecedente della loro piccola concittadina rispetto alla bambina indiana.

Occorre però considerare che il numero di 7 miliardi è una stima, e non c’è tanto da andarne fieri, se non per il fatto che, essendo migliorate le condizioni di vita e di salute, siamo cresciuti come popolazione. Ma non crescono parimenti le risorse a nostra disposizione. Anzi, continuano a diminuire, aprendo ancora di più il divario tra i vari Paesi. Una crescita davvero velocissima se si considera che siamo un miliardo in più rispetto a 12 anni fa, e 6 miliardi in più rispetto al 1800.

In realtà però l’annuncio della nascita numero 7 miliardi è stato lanciato dall’Onu per sostenere la sua politica di controllo delle nascite.

E voi, cosa ne pensate? Quali soluzioni si potrebbero adottare per far fronte al continuo incremento della popolazione e alla speculare diminuzione delle risorse a disposizione?

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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