Il muro di Trump al confine col Messico si “sbriciola” sotto la furia della tempesta tropicale Hanna

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La forza della natura abbatte le barriere costruite dall’uomo. L’uragano Hanna (adesso declassato a tempesta tropicale) ha abbattuto una sezione del muro di confine che separa gli Stati Uniti dal Messico e le immagini, stanno facendo il giro del mondo.

Il cosiddetto ‘muro della vergogna’ non resiste al potere della natura. E se in un primo momento, la veridicità delle immagini era stata messa in dubbio, adesso media locali e giornalisti sul posto confermano la sua autenticità. Soprattutto perché, ricordiamo non è la prima volta che il vento fa cadere i pannelli del muro messicano o muro di Tijuana, che è una barriera di sicurezza costruita dagli Stati Uniti con l’ obiettivo di impedire agli immigranti di oltrepassare il confine.

La sua costruzione era iniziata nel 1990 durante la presidenza di George H. W. Bush quando la polizia di frontiera aveva elaborato una strategia di recinzioni e ostacoli al confine, ma è stato Donald Trump ad investire centinaia di milioni di dollari per finire la costruzione di questa barriera e arrivare alla valle del Rio grande.

Questo il tweet di Jenaro Villamil, giornalista e presidente del Sistema Público de Radiodifusión del Estado Mexicano (SPR):

Notizia poi ripresa anche da Enrique BurgosV, giornalista che sta seguendo sul posto le vicende legata alla tempesta tropicale Hanna:

E dai media locali:

Il video mostra l’incidente avvenuto tra il Texas e lo stato messicano nord-orientale di Tamaulipas che è investito dalla tempesta. La tempesta tropicale Hanna con piogge, vento a 145 chilometri orari, mareggiate e inondazioni sta causando notevoli problemi e mettendo anche a rischio la vita dei residenti.

Alcune settimane fa, Trump si vantava che il suo muro fosse “la struttura di confine più potente e completa” al mondo. Una struttura di cui abbiamo parlato tante volte, perché non solo è stata reputata inadeguata, ma è anche impattante: il muro ha distrutto parte dell’Organ Pipe Cactus National Monument, il monumento nazionale degli Stati Uniti d’America e riserva della biosfera UNESCO situato nell’estremo sud dell’Arizona e sta mettendo in serio pericolo lo splendido santuario delle farfalle del Texas che rischia di essere raso al suolo.

Ma purtroppo nessuno può fermare Trump: dal 2005 il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha il potere di rinunciare a numerose leggi ambientali in nome della sicurezza nazionale. Nessuno, tranne la natura che alla fine si riprende i propri spazi.

Fonti:Jenaro Villamil/Twitter/Enrique BurgosV/Twitter/Milenio/RT

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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